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	<title>Secondo piano &#187; parole</title>
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	<description>Vita in CE</description>
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		<title>Già che ci siamo (ovvero: piccoli punti fermi)</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/11/23/gia-che-ci-siamo-ovvero-piccoli-punti-fermi/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Se è un gesto, allora lo si fa di solito con le mani (comprese talvolta le braccia) o più raramente con la testa. Non c&#8217;è bisogno di specificarlo ogni volta. Già che ci siamo: bisogna essere cauti, con i gesti. Non è che di solito la gente si muove come Steve Martin.
Se ci si alza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è un gesto, allora lo si fa di solito con le mani (comprese talvolta le braccia) o più raramente con la testa. Non c&#8217;è bisogno di specificarlo <em>ogni</em> volta. Già che ci siamo: bisogna essere cauti, con i gesti. Non è che di solito la gente si muove come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pe2JWIvXyN4">Steve Martin</a>.</p>
<p>Se ci si alza da una sedia, di solito si passa dalla posizione seduta a quella in piedi. Non c&#8217;è bisogno di specificarlo <em>ogni</em> volta. Già che ci siamo: è opportuno controllare sempre se qualcuno è <em>già</em> seduto o è <em>già</em> in piedi.</p>
<p>Ci si può &#8220;recare&#8221;, però molto spesso basta &#8220;andare&#8221;. No, <em>non</em> è più elegante. Già che ci siamo: (ri)leggere cosa ha scritto Calvino sull&#8217;Antilingua.</p>
<p>Il soggetto e il verbo sono fondamentali per comprendere una frase. Se sono troppo lontani, non si capisce <em>niente</em>. Già che ci siamo: soggetto e verbo <em>devono</em> concordare.</p>
<p>Si chiama &#8220;discorso diretto&#8221;. Se <em>ogni volta</em> si sente il bisogno di chiarirlo, spiegarlo, precisarlo, illustrarlo, allora qualcosa non funziona. Già che ci siamo: non parliamo tutti nello stesso modo. E soprattutto non parliamo tutti come se fossimo i protagonisti di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musicarello">musicarello</a> o di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peplum">peplum</a>.</p>
<p>Non ci devono essere <em>spazi</em> tra la virgola, il punto e virgola, il punto, i due punti, i puntini di sospensione, il punto interrogativo, il punto esclamativo e la parola che li precede. Già che ci siamo: i puntini di sospensione <em>devono</em> essere tre. No, la suspense <em>non</em> aumenta se se ne mettono quindici.</p>
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		<title>ER &amp; CE</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[A: [Sospiro]
B: &#8220;Ma non potrebbero almeno dirci quanto ci vuole, eh?&#8221;
A: &#8220;Non lo dicono mai.&#8221;
B: &#8220;Il suo cos’ha?&#8221;
A: &#8220;Insufficienza grammaticale e fratture scomposte della sintassi.&#8221;
B: &#8220;Pure il mio ha l’insufficienza grammaticale. Con complicanze dovute a una debolezza strutturale pervasiva. Anche se dovesse farcela, mi hanno già spiegato che dovrà passare un sacco di tempo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A:</em> [<em>Sospiro</em>]<br />
<em>B:</em> &#8220;Ma non potrebbero almeno dirci quanto ci vuole, eh?&#8221;<br />
<em>A:</em> &#8220;Non lo dicono mai.&#8221;<br />
<em>B:</em> &#8220;Il suo cos’ha?&#8221;<br />
<em>A:</em> &#8220;Insufficienza grammaticale e fratture scomposte della sintassi.&#8221;<br />
<em>B:</em> &#8220;Pure il mio ha l’insufficienza grammaticale. Con complicanze dovute a una debolezza strutturale pervasiva. Anche se dovesse farcela, mi hanno già spiegato che dovrà passare un sacco di tempo in una Casa di Revisione.&#8221;<br />
<em>A:</em> &#8220;Uh, sono posti orribili.&#8221;<br />
<em>B:</em> &#8220;C’è mai stato?&#8221;<br />
<em>A:</em> &#8220;Sì. [<em>Sospiro</em>] C’è un gran silenzio. Ogni tanto si apre una porta e, più che vedere, s’intuiscono…&#8221;<br />
<em>B:</em> &#8220;Cosa?&#8221;<br />
<em>A:</em> &#8220;Tagli, espunzioni, rovesciamenti…&#8221;<br />
<em>B:</em> &#8220;No!&#8221;<br />
<em>A:</em> &#8220;Ti dicono che sono cose dolorose, ma necessarie… Però non sono certo infallibili, <em>quelli</em>, con tutte le arie ’da esperti’ che si danno!&#8221;<br />
<em>B:</em> &#8220;Un mio amico ne aveva uno a cui teneva moltissimo. L’ha curato per anni, da solo. Senza chiedere niente a nessuno. Poi, a un certo punto, l’ha fatto uscire. Non riusciva più a tenerlo nel cassetto.&#8221;<br />
<em>A:</em> &#8220;Capisco. E allora?&#8221;<br />
<em>B:</em> &#8220;Non l’ha più rivisto. Sono passati almeno due anni. Non una riga, non una telefonata. Niente. Se non altro, noi una speranza ce l&#8217;abbia&#8230;&#8221;<br />
[<em>Voci concitate: "Codice rosso e blu!" "Livelli di coerenza a picco! Lo stiamo perdendo!" "Rianimazione ortografica!"<br />
D'un tratto, cala il silenzio.<br />
Una porta si apre. Una donna avanza nel corridoio, si ferma davanti a B e scuote la testa.</em>]<br />
<em>B:</em> &#8220;Oh, no!&#8221; [<em>Piange</em>]<br />
<em>A:</em> &#8220;Su, su, coraggio&#8230;&#8221; [<em>Rivolto alla donna</em>] &#8220;Sa, è il suo primo manoscritto…&#8221;<br />
[<em>La donna annuisce, lancia un’indecifrabile occhiata a B, poi si allontana</em>.]</p>
<p>Tutto questo perché, ieri notte, arrivata all’84% [<em>Kindle dixit</em>] di un manoscritto, ho pensato che ci sarebbe da guadagnare parecchio, ad aprire in Italia un &#8220;Pronto soccorso manoscritti&#8221;.<br />
Poi mi sono addormentata.</p>
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		<title>Ahi, novembre</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/11/13/ahi-novembre/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[È quel periodo sospeso perché la Fiera è passata e chissà se arrivo a quella del prossimo anno e comunque c’è tempo e nel mentre chissà magari mi decido a rispolverare seriamente il francese così posso chiacchierare con disinvoltura di Carlà (l’inglese rende tutto più alto o più basso di quanto non sia, è indiscutibile).
È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È quel periodo sospeso perché la Fiera è passata e chissà se arrivo a quella del prossimo anno e comunque c’è tempo e nel mentre chissà magari mi decido a rispolverare seriamente il francese così posso chiacchierare con disinvoltura di <em>Carlà</em> (l’inglese rende tutto più alto o più basso di quanto non sia, è indiscutibile).<br />
È quel periodo rassegnato perché se non hai comprato quel libro prima alla Fiera perché mai dovresti comprarlo adesso, dai.<br />
È quel periodo inquieto perché non sarà che l’ho letto troppo in fretta, che mi sono lasciata condizionare, che dopo sono arrivati libri molto, ma molto più brutti e io ho scartato quello che proprio così brutto non era?<br />
È quel periodo placido perché se non hanno venduto quel libro prima alla Fiera perché mai lo dovrebbero vendere adesso, dai.<br />
È quel periodo tormentato perché comunque mi fanno fretta per decidere, quindi è stata soltanto un’abilissima mossa per tirare fuori il libro dal <em>maelström</em> della Fiera in modo che sia più facile notarlo e rendersi conto che è un potenziale bestseller.<br />
Insomma: è quel periodo in cui i giochi di oggi sono fatti e ancora non so a cosa giocherò domani.<br />
Nel dubbio, facciamo che la palla la porto io, va bene?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dire, fare, rompere</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/11/05/dire-fare-rompere/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Catriona: &#8220;Pronto?&#8221;
Amico (alla lontana): &#8220;Ehi, Catriona, ciao!&#8221;
C: ["Oddio. E questo adesso cosa vuole?"] C: &#8220;Uh, ciao. Quanto tempo… Come stai?&#8221;
[Banalità assortite]
A(al): &#8220;Senti…&#8221;
C: ["E ti pareva? Cos’è, hai scritto un romanzo? Hmm… No, non sei il tipo. Hai un amico che ha scritto un romanzo? Le possibilità sono pressoché infinite. Sorprendimi."] &#8220;Dimmi.&#8221;
A(al): &#8220;No, niente…&#8221;
C: ["Ahia."]
A(al): &#8220;No, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Catriona</em>: &#8220;Pronto?&#8221;<br />
<em>Amico (alla lontana)</em>: &#8220;Ehi, Catriona, ciao!&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Oddio. E questo adesso cosa vuole?"</em>] <em>C:</em> &#8220;Uh, ciao. Quanto tempo… Come stai?&#8221;<br />
[Banalità assortite]<br />
<em>A(al):</em> &#8220;Senti…&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"E ti pareva? Cos’è, hai scritto un romanzo? Hmm… No, non sei il tipo. Hai un amico che ha scritto un romanzo? Le possibilità sono pressoché infinite. Sorprendimi."</em>] &#8220;Dimmi.&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;No, niente…&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Ahia."</em>]<br />
<em>A(al):</em> &#8220;No, è che sono qui con il mio amico Rossino de Rossini…&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"E chissenefrega non ce lo metti?"</em>]<br />
<em>A(al):</em> &#8220;… che ha appena finito di leggere <em>Feromoni per un delitto</em>&#8230;&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Una persona attenta alle novità, eh? È uscito da due anni. E comunque: chissenefrega non ce lo rimetti?"</em>]<br />
<em>A(al):</em> &#8220;… e l’ha trovato pieno di errori.&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Strano. L'ha letto mezzo mondo, quel libro, e nessuno si è lamentato. Non si tratterà mica di un paio di refusi, eh?"</em>] &#8220;Davvero? E di che tipo?&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;No, sai, probabilmente sono colpa dell’autore, di quel Charlie Charles.&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Respira, Catriona. Ne uccide più la calma della spada."</em>] &#8220;Non credo. È stato rivisto con molta attenzione, anche da un chimico…&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;No… ehm…&#8221; [Borbottii indistinti, probabilmente del de Rossini] &#8220;… No, non sono errori scientifici.&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Hmm... Here comes the refuso again?"</em>] &#8220;Infatti, mi sembrava strano. Ma quindi…&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;No… ehm…&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Se cominci un’altra frase con un ’no’, faccio cadere la linea."</em>] &#8220;Per caso, il tuo amico li ha segnati, questi errori?&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;Sì! Sì!&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"L’hai sfangata."</em>] &#8220;Digli di mandarmeli, allora. Anzi mandameli tu. L’indirizzo email ce l’hai ancora, vero?&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;Sì! Sì!&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"E tutto ’sto entusiasmo, da dove esce?"</em>] &#8220;Ecco. Però non potremo fare granché. Sai, il libro è uscito da due anni…&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;Sì! Sì!&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Mah."</em>] &#8220;Tuttavia non si sa mai. Magari lo ristampiamo.&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;Sì! Sì!&#8221;<br />
<em>C:</em> [<em>"Oddio l’infarto…"</em>] &#8220;Grazie, eh?&#8221;<br />
<em>A(al):</em> &#8220;Sì! Sì! Anzi: no! No! Grazie a te!&#8221;</p>
<p>L’email arriva dopo una settimana. Tre refusi. Tutti già corretti nella seconda edizione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pasticcieri</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/10/28/pasticcieri/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 13:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Non conosco pasticcieri, e questo mi dispiace. Perché avrei sempre voluto fare una domanda a un pasticciere, a uno di quelli che ha ereditato l’attività di famiglia, che è nato tra farina, zucchero e uova, è cresciuto tra cioccolato e canditi e ha poi deciso di glassare torte e di riempire bignè per tutta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non conosco pasticcieri, e questo mi dispiace. Perché avrei sempre voluto fare una domanda a un pasticciere, a uno di quelli che ha ereditato l’attività di famiglia, che è nato tra farina, zucchero e uova, è cresciuto tra cioccolato e canditi e ha poi deciso di glassare torte e di riempire bignè per tutta la vita. Ecco, a un pasticciere così chiederei se, col tempo, i dolci non gli sono venuti un po’ a nausea. Certo, non m’illuderei di essere la prima persona a fargli una simile domanda (mica ho detto che era una domanda <em>originale</em>); m’illudo tuttavia che un pasticciere così mi risponderebbe di no, soprattutto perché una pasticceria è un luogo privilegiato, in cui s’incontrano persone felici – bambini con gli occhi lucidi, adulti autorizzati a tornare bambini – e che questo contatto quotidiano con la felicità è più che sufficiente per spingerlo a continuare.<br />
Se andasse così – se questa fosse davvero la risposta – forse capirei un po’ meglio quello che provo da qualche tempo; in altre parole, mi convincerei che quel senso di pieno, di ripetitività e di &#8220;già assaggiato&#8221; che avverto molto, troppo spesso è tale soltanto perché mi manca l’ultimo passo del mio lavoro, vale a dire il contatto diretto con le persone che leggono i miei libri.<br />
Potresti aprire una libreria, diranno subito i miei piccoli lettori.<br />
Giusto.<br />
Ma poi parlo con un libraio – e di questi ne conosco – e capisco che quell’ultimo passo è tutt’altro che facile e non sempre gratificante.<br />
E allora?<br />
E allora anch’io non posso che continuare, magari cercando qualche nuova ricetta e senza soffrire troppo se mi chiedono di preparare un’altra – l’ennesima – crostata.<br />
Per tutto il resto, c’è sempre il <a href="http://www.dimenticatoio.it/index.php?title=Il_Dolce_Forno">Dolce Forno</a>.</p>
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		<title>Sollecito</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/10/12/sollecito/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Vi sollecito una risposta sul mio manoscritto perché sono stato contattato da un&#8217;importante CE per pubblicarlo e devo dare una risposta entro X giorni. Io però vorrei tanto pubblicare con voi&#8230;&#8221;
Oh, il caro, vecchio ricatto: &#8220;Perché non mi dai la Barbie Correttrice di Bozze? Vuoi farmi piangere?&#8221;
Autore che stai pensando di mandare un simile ultimatum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Vi sollecito una risposta sul mio manoscritto perché sono stato contattato da un&#8217;importante CE per pubblicarlo e devo dare una risposta entro X giorni. Io però vorrei tanto pubblicare con voi&#8230;&#8221;</em><br />
Oh, il caro, vecchio ricatto: &#8220;Perché non mi dai la Barbie Correttrice di Bozze? Vuoi farmi piangere?&#8221;<br />
Autore che stai pensando di mandare un simile ultimatum sappi che:<br />
1) In caso sia andata davvero così, il semplice fatto che tu non capisca la tua fortuna, mandando subito un&#8217;email con oggetto &#8220;Cicca-cicca-cicca&#8221; a tutte le CE a cui hai proposto il tuo libro e che non ti hanno voluto pubblicare, è segno indiscutibile che non te lo meriti affatto. E mi trattengo dal formulare ipotesi sul perché tu sia stato scelto.<br />
2) Ti stai bruciando ogni futura possibilità di essere letto. Anche perché, dopo qualche mese, non resisterai alla tentazione di rimandare il manoscritto, rivelando così che è stato pubblicato (nel migliore dei casi) a pagamento.<br />
3) E&#8217; una frase così abusata che abbiamo un&#8217;elegante risposta standard: &#8220;Congratulazioni e in bocca al lupo&#8221;.<br />
4) Chiunque ti abbia detto &#8220;Rompi le scatole, vedrai che ti rispondono&#8221; ti ha fatto un brutto, brutto scherzo.<br />
Ma soprattutto:<br />
5) Non ci crede nessuno.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I&#8217;ll Cry Instead</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/10/07/ill-cry-instead/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse non ti ho visto subito, è vero.
Eri confuso in mezzo agli altri, ai tanti. Inoltre era sera – anzi notte – e io ero un po’ stanca e parecchio disincantata.
Eppure mi sei piaciuto in fretta.
Brillante, energico, originale.
Mi sono detta: Sarà mio. Deve essere mio.
Illusa.
Non ero stata l’unica a notarti.
Me ne sono resa conto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non ti ho visto subito, è vero.<br />
Eri confuso in mezzo agli altri, ai tanti. Inoltre era sera – anzi notte – e io ero un po’ stanca e parecchio disincantata.<br />
Eppure mi sei piaciuto in fretta.<br />
Brillante, energico, originale.<br />
Mi sono detta: <em>Sarà mio</em>. Deve <em>essere mio</em>.<br />
Illusa.<br />
Non ero stata l’unica a notarti.<br />
Me ne sono resa conto al mattino.<br />
Avevi ricevuto molte altre proposte.<br />
All’inizio decenti. Ma ben presto indecenti.<br />
Mi sono impuntata. Ho affinato le mie arti persuasive. Ho scritto messaggi strappacuore. Ho fatto telefonate sospese tra l’orgoglio e la supplica.<br />
Infine ti ho offerto tutto, senza riserve.<br />
Invano.<br />
Il pomeriggio non era ancora finito e tu te n&#8217;eri già andato.<br />
Da qualcuno che ti aveva promesso <em>ancora</em> di più. Ma forse con meno cuore.<br />
Perciò addio, caro manoscritto.<br />
Ti auguro di essere un bestseller.<br />
(No, non è vero: dentro di me, spero proprio che tu sia un gigantesco, leggendario, epico flop. Così impari a non ascoltare il richiamo del vero amore. Tuttavia non lo ammetterò mai: che diamine, sono una signora.)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Chiedo</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/09/29/chiedo/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 10:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Le fanno ancora?
No, chiedo: si organizzano ancora le gite – chessò – nelle fabbriche di biscotti, nei laboratori dei ceramisti, a vedere il contadino che munge la mucca?
Perché, nel caso, io avrei un&#8217;alternativa: vieni in gita in una CE.
Anzi, più che una gita (spesso noiosa), potrebbe essere un allegro campo di lavoro (questi ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le fanno ancora?<br />
No, chiedo: si organizzano ancora le gite – chessò – nelle fabbriche di biscotti, nei laboratori dei ceramisti, a vedere il contadino che munge la mucca?<br />
Perché, nel caso, io avrei un&#8217;alternativa: vieni in gita in una CE.<br />
Anzi, più che una gita (spesso noiosa), potrebbe essere un allegro campo di lavoro (questi ci sono ancora, l&#8217;ho letto sul &#8220;Manifesto&#8221;).<br />
Buongiorno, accomodatevi. Tu potresti leggere questo (&#8221;Un foglio solo?&#8221; &#8220;No, tutti e 432. Ma non preoccuparti: sono tre libri diversi. E in un&#8217;oretta, eh?&#8221;); tu potresti correggere queste quattro bozze (&#8221;Come si fa?&#8221; &#8220;Penna rossa e lettura lenta&#8230;  però non troppo, perché devono andare via oggi&#8221;); tu mettiti al telefono e cerca di convincere almeno dieci giornalisti su cinquemila a scrivere due-righe-due su questo libro (&#8221;Be&#8217;, non dovrebbe&#8230;&#8221; &#8220;Ne parliamo dopo, povero illuso&#8221;); tu, invece, siediti qui e obbliga i grafici a cambiare questa copertina (&#8221;Mah, in effetti, dovrebbero rendersi conto che&#8230;&#8221; &#8220;Già, povero illuso numero due&#8221;); tu crea un piano marketing che includa giornali, TV, cinema, affissioni stradali e ovviamente il web (&#8221;Bello!&#8221; &#8220;Già, e tutto con 23 euro, come da budget&#8221;).<br />
Insomma avete capito. Ah, posso assicurare forti sconti a tutti quelli in grado di dimostrare di aver scritto alla CE <em>almeno</em> una volta, dicendo: &#8220;Ma come, vi ho mandato il mio manoscritto una settimana fa e non mi avete <em>ancora</em> risposto?&#8221;</p>
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		<title>Basta?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 13:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Entro in libreria e già lo so. Lo so che mi guarderò intorno e, come ogni volta, da tempo immemorabile, mi ritroverò incapace di frenare quel pensiero.
&#8220;Ma sarò scema?&#8221;
Poco mi consola sapere che, se così è, sono in buona compagnia, nel senso che ci sono almeno altre 37.999 persone come me; perché la domanda − quel pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entro in libreria e già lo so. Lo so che mi guarderò intorno e, come ogni volta, da tempo immemorabile, mi ritroverò incapace di frenare <em>quel</em> pensiero.<br />
&#8220;Ma sarò scema?&#8221;<br />
Poco mi consola sapere che, se così è, sono in buona compagnia, nel senso che ci sono almeno altre <a href="http://www.aie.it/Portals/21/Files%20allegati/sintesiRapporto2008_R.pdf">37.999 persone come me</a>; perché la domanda − quel pensiero − non viene mai esplicitata tra gli addetti ai lavori, se non in qualche serata stracca, ben sapendo che, la mattina dopo, si torna nell&#8217;omertà. Ma cosa pensiamo <em>davvero</em> quando lasciamo cadere un ennesimo fardello di pagine in questa valle di <span style="text-decoration: line-through;">lacr</span> carta? Cosa ci porta a credere di non annegare nell&#8217;oblio solo perché, oh, la copertina è così bella, l&#8217;autore è così bravo, il romanzo è così riuscito? Insomma: siamo forse scemi a voler continuare questo mestiere o quantomeno ciechi e sordi nei confronti di una realtà che, non appena mettiamo piede in libreria, ci batte sulla spalla e ci dice: &#8220;Non ti sembra <em>sufficiente</em> tutto questo?&#8221;<br />
Ci credete che, in tutti questi anni, le uniche risposte che sono riuscita a darmi (a darle) sono:<br />
1) No, perché il mio (e quello di altre 37.999 persone) è un lavoro (come un altro).<br />
2) No, perché questa è un&#8217;industria (come un&#8217;altra).<br />
3) No, perché non bisogna mai smettere di invitare la gente a leggere, in modo che capisca (meglio) la realtà che la circonda o che, semplicemente, trovi un modo per evaderne. Quindi bisogna sempre darle cose nuove,<br />
Basta? Non lo so davvero.</p>
<p>P.S. Per il secondo anno consecutivo, sono sbalordita e onorata dal fatto che <a href="http://www.macchianera.net/2009/09/24/mba-macchianera-blog-awards-2009-2-le-nomination-e-la-votazione-finale/" target="_blank">tanti di voi abbiano pensato al Secondo piano</a>. Riconoscente, esporrò l&#8217;icona ufficiale e me ne vanterò con Mr Potts fino alla nausea. Però, dai, io voterei per lo <a href="http://eiochemipensavo.diludovico.it" target="_blank">Zio</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perché? Perché? Perché?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 07:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[casa Potts]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutte le settimane mi dico: &#8220;Non farlo.&#8221; Ma poi ci casco. Sempre. Apro e guardo. No, non mi soffermo più come un tempo; non ho più l’età per certe arrabbiature. E infatti inciampo subito in un: &#8220;&#8230; sorprende questo Bildungsroman ambientato nel distretto di Banjul, irto di dolente sensibilità seppur velata da un afflato immaginifico&#8230;&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le settimane mi dico: &#8220;Non farlo.&#8221; Ma poi ci casco. Sempre. Apro e guardo. No, non mi soffermo più come un tempo; non ho più l’età per certe arrabbiature. E infatti inciampo subito in un: &#8220;&#8230; sorprende questo Bildungsroman ambientato nel distretto di Banjul, irto di dolente sensibilità seppur velata da un afflato immaginifico&#8230;&#8221; seguito da un: &#8220;&#8230; presenta un saggio metaforicamente denso di suggestioni hussleriane&#8230;&#8221; e da un &#8220;&#8230; così il vissuto si stempera in una progressione che, latu sensu, è anche una regressione&#8230;&#8221;<br />
Allora li vedo. Giovanni ed Elena e magari anche Giorgio, il loro primogenito, diciotto anni e una vaga, incostante passione per la lettura. Li vedo che scorrono quelle righe con la vaga speranza di trovare qualcosa e scoprono invece davanti a sé la Fortezza di Cultura, massiccia, inespugnabile, senza neppure una feritoia da cui far passare un po’ di divertimento leggero, di innocua identificazione, di lieta fuga.<br />
Allora li sento. I pianti e i lamenti dell&#8217;élite: &#8220;Ma perché la gente non legge? Perché? Perché? Perché?&#8221;<br />
Finché, pietoso, non arriva Mr Potts: &#8220;Oh, mi avevi promesso di smetterla con i supplementi culturali. Lo sai che ti fanno male, no?&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Impalpabile</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 07:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so, faccio un mestiere impalpabile. L&#8217;editore, il traduttore e persino lo stampatore lasciano traccia del loro passaggio nel libro. Quello stesso libro che magari io ho scelto; per cui ho discusso con l&#8217;autore svariati giorni e parecchie notti; di cui ho letto prima, seconda, terza stesura nonché le bozze; di cui ho deciso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, faccio un mestiere impalpabile. L&#8217;editore, il traduttore e persino lo stampatore lasciano traccia del loro passaggio <em>nel</em> libro. Quello stesso libro che magari io ho scelto; per cui ho discusso con l&#8217;autore svariati giorni e parecchie notti; di cui ho letto prima, seconda, terza stesura nonché le bozze; di cui ho deciso la copertina eccetera.<br />
Lo so, faccio un mestiere impalpabile. Da quando i dattiloscritti non ci sono più, da quando basta una combinazione di tasti per far sparire le revisioni da un file e rivelare un testo pulito, non ho più neppure la testimonianza della carta massacrata e dei segnacci blu, rossi o verdi a dimostrare che sono passata di lì.<br />
Lo so, faccio un mestiere impalpabile. Un tempo si diceva &#8220;lavoro di concetto&#8221; (si dice ancora?), che per me si traduce in parole. Da leggere, da scrivere, da pronunciare. Comunque effimere.<br />
Ed ecco perché, nel futuro della CE, immagino un dialogo più o meno così:</p>
<p><em>Anziana della CE</em> &#8220;Uh, questo Catriona non l&#8217;avrebbe <em>mai</em> lasciato passare&#8230;&#8221;<br />
<em>Giovinetta della CE</em> &#8220;Catr&#8230; Chi?&#8221;<br />
<em>A</em> &#8220;Eh, già, tu non puoi averla conosciuta.&#8221; [<em>Sospiro</em>]<br />
<em>G</em> &#8220;Ma chi era?&#8221;<br />
<em>A</em> &#8220;In due parole?&#8221;<br />
<em>G</em> &#8220;Mah, sì.&#8221;<br />
<em>A</em> &#8220;Due parole due?&#8221;<br />
<em>G</em> [S<em>pazientita</em>] &#8220;Sì!&#8221;<br />
<em>A</em> &#8220;Un&#8217;emerita rompicoglioni.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il vil</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovane Autore Esordiente &#8220;Scusi, io ho scritto questo romanzo. Cioè ne ho scritto un paio di capitoli e mi piacerebbe che lei lo leggesse, magari per dirmi cosa c’è che non va, così posso correggermi.&#8221;
Catriona &#8220;Magari?&#8221;
GAE &#8220;Sì.&#8221;
C &#8220;No.&#8221;
GAE &#8220;No cosa?&#8221;
C &#8220;Non ho nessuna intenzione di leggerlo.&#8221;
GAE &#8220;Ma, ma… perché?&#8221;
C &#8220;Mi spiace, il signor Chiacchierini ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Giovane Autore Esordiente</em> &#8220;Scusi, io ho scritto questo romanzo. Cioè ne ho scritto un paio di capitoli e mi piacerebbe che lei lo leggesse, magari per dirmi cosa c’è che non va, così posso correggermi.&#8221;<br />
<em>Catriona</em> &#8220;Magari?&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Sì.&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;No.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;No cosa?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Non ho nessuna intenzione di leggerlo.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Ma, ma… perché?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Mi spiace, il signor Chiacchierini ha la priorità.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Sarebbe un altro giovane autore esordiente?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;No, il signor Chiacchierini è il mobiliere da cui ho comprato la cucina nuova e che aspetta di essere pagato.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Mi sta dicendo che è una questione di soldi? Di vil denaro?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Se vuole metterla in questo modo, sì, anche.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Ma non le sembra giusto aiutare comunque un giovane autore, a gloria futura della CE?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Direbbe a un muratore: &#8216;Senta, ho tirato su mezza parete in tinello, ma è venuta tutta storta. Me la verrebbe a raddrizzare – gratis – così capisco come si fa?&#8217;&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Probabilmente no. Ma chi sarebbe così stupido da fare un lavoro del genere da solo?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Appunto.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Appunto cosa?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Chi sarebbe così stupido da cominciare qualcosa senza neppure sapere da dove si comincia?&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;C’è una bella differenza tra una parete e un romanzo!&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Dice?&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Il primo è un lavoro manuale; il secondo è un’opera intellettuale.&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;In teoria, sì. In pratica, per entrambi, si tratta innanzitutto di apprendere una tecnica e di saperla usare. E lei dice che ha bisogno di qualcuno che le insegni la tecnica.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Ma lei non viene pagata anche per questo?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Io vengo pagata per il mio tempo, per il mio impegno e la mia esperienza. Ciò significa anche che posso scegliere a cosa dedicare il mio tempo, su cosa investire il mio impegno e a cosa applicare la mia esperienza.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;E io non sono degno?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Da quello che mi ha chiesto di fare, no.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Ma la cultura, in tutto questo, dov’è?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Per la cultura, lei esce da qui, prende la prima a destra, la seconda a sinistra e prosegue per un centinaio di metri. La troverà sulla sua sinistra. È molto grande, non può sbagliare.&#8221;<br />
<em>GAE</em> &#8220;Eh?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Mi ha chiesto indicazioni per arrivare a una biblioteca, no?&#8221;</p>
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		<title>E poi dicono che hanno un vocabolario limitato</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/09/09/e-poi-dicono-che-hanno-un-vocabolario-limitato/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 07:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[casa Potts]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;[...] a Nergal è concesso soffocarci beatamente con le sevizie della sua chitarra mentre passa in rassegna l’eziotropismo religioso a cui è condannata l’umanità.&#8221;
(Filippo Pagani, recensione a Evangelion dei Behemoth, in &#8220;Metal Hammer&#8221;, agosto 2009, pag. 73)
P.S. (1) Ho dovuto cercarlo. E comunque non è che abbia capito.
P.S. (2) A detta di Mr Potts, Evangelion [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;[...] a Nergal è concesso soffocarci beatamente con le sevizie della sua chitarra mentre passa in rassegna l’eziotropismo religioso a cui è condannata l’umanità.&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">(Filippo Pagani, recensione a <em>Evangelion</em> dei Behemoth, in &#8220;Metal Hammer&#8221;, agosto 2009, pag. 73)</p>
<p>P.S. (1) Ho dovuto cercarlo. E comunque non è che abbia capito.<br />
P.S. (2) A detta di Mr Potts, <em>Evangelion</em> è &#8220;interessante&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A terra</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/08/31/a-terra/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 07:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Se mai vedeste una donna in mezzo a un marciapiede, immobile e indifferente a eventuali spintoni e calci, con lo sguardo fisso a terra su un pezzo di carta, non preoccupatevi: sono io. Posso passare davanti a mia sorella senza notarla ma, se vedo qualcosa (qualsiasi cosa) su cui è stata tracciata anche soltanto una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se mai vedeste una donna in mezzo a un marciapiede, immobile e indifferente a eventuali spintoni e calci, con lo sguardo fisso a terra su un pezzo di carta, non preoccupatevi: sono io. Posso passare davanti a mia sorella senza notarla ma, se vedo qualcosa (<em>qualsiasi</em> cosa) su cui è stata tracciata anche soltanto una frase, <em>devo</em> sapere cosa c&#8217;è scritto. Sempre e comunque.<br />
A dimostrazione di tale costante impulso alla lettura, quest&#8217;estate ho scoperto:<br />
- che, sulle istruzioni per l&#8217;uso della pellicola per alimenti, c&#8217;è scritto &#8220;Devolgere il foglio&#8221; e &#8220;Stoccare il prodotto fra i 18 e i 30 gradi&#8221; (stavo tirando precipitosamente fuori ogni pacchettino dal mio frigorifero, ma poi ho capito che, per &#8220;prodotto&#8221;, si intendeva la pellicola stessa e non quello che c&#8217;era avvolto dentro);<br />
- che, sul calendario gentilmente regalatomi a Natale da un fornitore, il mese di agosto è sbagliato (comincia di domenica), ma solo nella colonnina che affianca il mese di luglio;<br />
- che, sulla bomboletta di un &#8220;profumo per la casa&#8221;, c&#8217;è scritto &#8220;Non fumare.&#8221; e &#8220;I deodoranti per l&#8217;ambiente non sostituiscono le buone pratiche igieniche.&#8221; (update: &#8220;Non fumare.&#8221; c&#8217;è scritto pure sulla bomboletta di una schiuma per barba. Vorrei, in entrambi i casi, far notare il punto fermo dopo l&#8217;intimazione.)<br />
- che, sul flacone di un prodotto anticalcare, c&#8217;è scritto &#8220;Ha un gradevole profumo di aceto&#8221;; su un prodotto simile, l&#8217;etichetta riporta: &#8220;Altri componenti: profumo&#8221;. E noi che eravamo rimasti a Chanel;<br />
- il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Turducken">Turducken</a>.<br />
Comunque, sì, il titolo del post si riferisce anche al morale.<br />
Bentornati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il lunedì dell&#8217;ultima settimana prima delle ferie</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/07/27/il-lunedi-dellultima-settimana-prima-delle-ferie/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 07:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovane Collega &#8220;Catriona, mi cercavi? Aarrggghhh! Ma cosa stai facendo?&#8221;
Catriona &#8220;Un falò.&#8221;
GC &#8220;In ufficio?&#8221;
C &#8220;Oh, non c&#8217;è pericolo. Siamo o no gli editori di Milleduecentoquattro modi per accendere un fuoco in tutta sicurezza ché non si sa mai quando ti può tornare utile?&#8221;
GC &#8220;Ma quel libro è andato malissimo, no?&#8221;
C &#8220;Già. Peccato. Come vedi, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Giovane Collega</em> &#8220;Catriona, mi cercavi? Aarrggghhh! Ma cosa stai facendo?&#8221;<br />
<em>Catriona</em> &#8220;Un falò.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;In ufficio?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Oh, non c&#8217;è pericolo. Siamo o no gli editori di <em>Milleduecentoquattro modi per accendere un fuoco in tutta sicurezza ché non si sa mai quando ti può tornare utile</em>?&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Ma quel libro è andato malissimo, no?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Già. Peccato. Come vedi, è <em>davvero</em> utile.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Scusa, ma…&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Ti ho chiamato perché sei qui da poco e certe cose non le sai ancora. Adesso ti spiego. Siediti, magari non troppo vicino a… Brava, lì. Dunque: fin dalla notte dei tempi editoriali, il lunedì dell&#8217;ultima settimana prima delle ferie è stato considerato uno dei giorni più pericolosi dell&#8217;anno, perché su di esso incombe un&#8217;oscura maledizione. Si dice che persino Gutenberg ne sia stato colpito.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Una maledizione? Su Gutenberg?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;E pure su Manuzio, se è per questo. Vedi, l&#8217;arrivo del lunedì dell&#8217;ultima settimana prima delle ferie, della sua promessa di libertà e riposo, scatena i più bassi istinti di una CE: i refusi non vengono corretti, i manoscritti urgenti rimangono intoccati, le bandelle diventano quasi incomprensibili…&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Se ti riferisci alla bandella di Charlie Charles, posso rivederla, migliorarla…&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Migliorarla? Come minimo&#8230; A ogni buon conto, è proprio a causa di questa atmosfera d&#8217;intollerabile lassismo che,  zac!, la maledizione colpisce.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;E in che modo?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;In modo imprevedibile! Un instant-book, un autore che deve rivedere il proprio testo in agosto perché poi parte per il Kennesoiostan, un traduttore fidato che cicca la traduzione del romanzo più importante dell&#8217;autunno, costringendoti a una revisione in tempi impossibili, un correttore di bozze che si ammala e ti rimanda i quattro libri che gli avevi affidato dopo che lui aveva detto:  &#8216;Ah, tanto quest&#8217;anno non faccio vacanze…&#8217; E neanche tu le fai, le vacanze. Rimani in ufficio, a rimediare ai disastri, per tutto il periodo delle ferie. E senza aria condizionata.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Oh.&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Ecco perché è necessario un sacrificio. E questa è appunto una pira sacrificale.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Un sacrificio… umano?&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Se guardassi meno filmacci, ragazza mia&#8230; Ovvio che si tratta di un sacrificio simbolico.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Ah, per fortuna.&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Sto bruciando la stampata della tua revisione del romanzo di Charlie Charles. Ovviamente abbiamo cancellato pure i file dal tuo computer e dal server. Non ci provare neanche a recuperarli: è impossibile. Piuttosto mettiti al lavoro: hai una settimana intera per rifare la revisione.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Ma, ma…&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Su, su, è un libro breve. E non era neppure tradotto malissimo, almeno non in certe parti. In una settimana ce la fai.&#8221;<br />
<em>GC</em> &#8220;Ma, ma…&#8221;<br />
<em>C</em> &#8220;Dammi retta, ti è andata bene. Si dice che a un novizio, molti anni fa, abbiano bruciato le prime bozze corrette di un saggio in due volumi… Ma io non ci credo. La gente esagera sempre.&#8221;</p>
<p>E con questo, il lunedì dell&#8217;ultima settimana prima delle ferie, il secondo piano chiude. Per ferie, ovvio.<br />
Ci si sente altrove, se tale è la vostra inclinazione.<br />
Adesso, scusate, ma ho un fuoco da domare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In buona</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 07:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Senti, oggi sono in buona. Tradotto, significa che ti abbuono la grammatica un po&#8217; così, i refusi – massì, in fondo non sono neppure tanti – e pure la ridondanza (abbiamo tutti un&#8217;esperienza diretta del freddo [meteorologico]: aggiungerci via via &#8220;pungente&#8221;, &#8220;intenso&#8221;, &#8220;frizzante&#8221;, &#8220;insopportabile&#8221; confonde un po&#8217;, non credi?). Ma una cosa no, non te [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senti, oggi sono in buona. Tradotto, significa che ti abbuono la grammatica un po&#8217; così, i refusi – massì, in fondo non sono neppure tanti – e pure la ridondanza (abbiamo tutti un&#8217;esperienza diretta del freddo [meteorologico]: aggiungerci via via &#8220;pungente&#8221;, &#8220;intenso&#8221;, &#8220;frizzante&#8221;, &#8220;insopportabile&#8221; confonde un po&#8217;, non credi?). Ma una cosa no, non te la abbuono. Mi dispiace, ma tu non hai voce. Proprio per niente. Innanzitutto in senso letterale. Quando i tuoi personaggi parlano, è come se dalla loro bocca uscissero frasi sbriciolate dall&#8217;usura. Non si fanno ascoltare, ti viene voglia di correre avanti per capire se prima o poi, da quelle bocche, verrà fuori qualcosa d&#8217;interessante (e non ho detto &#8220;di nuovo&#8221;, bada). Poi ci sono le frasi che cominciano auliche e che si disintegrano in un &#8220;tanto va la gatta al lardo&#8221; (e viceversa… le frasi, non la gatta, eh?) così il tuo protagonista, sotto i miei occhi, dall&#8217;invitto Ulisse che stava per diventare, diventa invece il nonno Ulisse che si lagna con la portinaia. Mi vanno bene entrambi, ma deciditi, su.<br />
Poi non hai voce <em>tu</em>. Dove mi stai portando? Possibile che, se mi fai incontrare qualcuno, mi devi raccontare ogni suo passato palpito, con l&#8217;ovvio corredo di sopracciglia che s&#8217;inarcano, di sospiri profondissimi, di sguardo penetrante verso il nulla a ogni cambiar di palpito e di ricordo correlato? Possibile che non mi sai costruire un brivido di attesa, che mi fai cadere gli avvenimenti così, in mezzo al nulla, liquidandoli in due frasi o allungandoli a dismisura?<br />
Ripeto: mi dispiace, ma no, non posso davvero abbuonarti la mancanza di voce.<br />
Torna magari tra un po&#8217;, quando ti sarai <del datetime="2009-07-23T07:26:41+00:00">s</del>chiarito <del datetime="2009-07-23T07:25:13+00:00">la voce</del> le idee.<br />
E copriti, ché fa freddo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non esiste</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 07:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente. Non una riga, non un segno. Niente sull&#8217;autore, figuriamoci sul libro. Territorio vergine.
Succede.
Così, se arriva un manoscritto (straniero) e la ricerca su Internet non dà risultati, non so mai se essere  preoccupata o contenta.
Perché un poco inquieta, l&#8217;assenza. Sarà voluta o casuale? Significa forse che neppure la CE straniera ci crede, nel libro o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente. Non una riga, non un segno. Niente sull&#8217;autore, figuriamoci sul libro. Territorio vergine.<br />
Succede.<br />
Così, se arriva un manoscritto (straniero) e la ricerca su Internet non dà risultati, non so mai se essere  preoccupata o contenta.<br />
Perché un poco inquieta, l&#8217;assenza. Sarà voluta o casuale? Significa forse che neppure la CE straniera ci crede, nel libro o nell&#8217;autore? Oppure, al contrario, punta a far sgorgare una ribollente cascata d&#8217;infomazioni al momento opportuno?<br />
Ma conforta pure, il silenzio. Lascia soli col testo, senza condizionamenti o preconcetti. Libera dalla necessità di confrontarsi con il passato, quale che sia. E&#8217; come mettersi a parlare direttamente con l&#8217;autore, senza mediazioni.<br />
E dà un piccolo brivido: quel libro/quell&#8217;autore &#8220;non esiste&#8221; per il mondo, ma &#8220;esiste&#8221; per te.<br />
Ci si accontenta di poco, da queste parti e di questi tempi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risposta senza domanda</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 08:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Senti, non lo so. Già, sembra tutto bianco o nero, perché c&#8217;è un libro oppure non c&#8217;è. Ma non è vero. Le gambe sono sempre malferme, la testa è un continuo frullio di &#8220;Ma forse…&#8221; &#8220;E se…&#8221; &#8220;Chissà…&#8221; Una decisione poi si prende, ma quella che sembra una spada affilata in realtà è un coltellino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senti, non lo so. Già, sembra tutto bianco o nero, perché c&#8217;è un libro oppure non c&#8217;è. Ma non è vero. Le gambe sono sempre malferme, la testa è un continuo frullio di &#8220;Ma forse…&#8221; &#8220;E se…&#8221; &#8220;Chissà…&#8221; Una decisione poi si prende, ma quella che sembra una spada affilata in realtà è un coltellino smussato. Perché nessuno sa nulla; neanche quelli che pontificano di trend e di &#8220;gusti del pubblico&#8221;. Perché, alla fine, siamo soltanto due entità – una che scrive e una che legge – con in mezzo la scommessa di riuscire a comunicare qualche emozione. Ci vuole un po&#8217; di incoscienza, sì. E una certa presunzione. Però anche molta umiltà. E parecchio lavoro. Un lavoro basso, di mastica e sputa, finché non si pensa (ci si illude? si suppone? si spera?) di aver trovato qualcosa che forse, se, chissà. Con le gambe che continuano a tremare.<br />
Quindi no, non so definire con precisione il motivo per cui quello sì e quell&#8217;altro no.<br />
Nessuno lo sa. Fidati.<br />
Magari è meglio così.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oggi, ferie</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/07/03/oggi-ferie/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non vado in ferie (non ancora).
Ma, su istigazione di Giulia B. (Grazie, Giulia!), ne ho scritto qui, dunque oggi mi prendo un giorno di ferie dal secondo piano.
Nota per i puristi: sì, c&#8217;entrano i libri.
P.S. Ho segnato soltanto uno dei mille link che portano a Giulia e ho scelto Me parlare donna un giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non vado in ferie (non ancora).<br />
Ma, su istigazione di <a href="http://meparlaredonna.menstyle.it/" target="_blank">Giulia B.</a> (Grazie, Giulia!), ne ho scritto <a href="http://www.inpausa.it/2009/07/02/i-buoni-propositi-per-le-vacanze-catriona-potts/" target="_blank">qui</a>, dunque oggi mi prendo un giorno di ferie dal secondo piano.<br />
Nota per i puristi: sì, c&#8217;entrano i libri.</p>
<p>P.S. Ho segnato soltanto uno dei mille link che portano a Giulia e ho scelto <em><a href="http://meparlaredonna.menstyle.it/" target="_blank">Me parlare donna un giorno</a></em> perché è un autentico spasso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Test d&#8217;ingresso</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/07/02/test-dingresso/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Candidato [titubante] &#8220;Buongiorno. Sono qui per il test d&#8217;ingresso&#8230;&#8221;
Esaminatore &#8220;Sì, sì. Prego, si sieda. Mi parli di lei.&#8221;
Candidato &#8220;Ho scritto alcune poesie e vari racconti e sono a metà di un romanzo semi-autobiografico in cui…&#8221;
Esaminatore [seccato] &#8220;No, fermo, fermo.&#8221; [sospirando] &#8220;Tutti uguali&#8230;&#8221; [in tono normale] &#8220;Quanti libri ha letto nella sua vita?&#8221;
Candidato &#8220;Mah, così, su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em><em>Candidato</em> [<em>titubante</em>] &#8220;Buongiorno. Sono qui per il test d&#8217;ingresso&#8230;&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Sì, sì. Prego, si sieda. Mi parli di lei.&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Ho scritto alcune poesie e vari racconti e sono a metà di un romanzo semi-autobiografico in cui…&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> [<em>seccato</em>] &#8220;No, fermo, fermo.&#8221; [s<em>ospirando</em>] &#8220;Tutti uguali&#8230;&#8221; [<em>in tono normale</em>] &#8220;Quanti libri ha letto nella sua vita?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Mah, così, su due piedi…&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Vediamo: lei ha 33 anni. Legge da quando ne aveva… 7, diciamo. Fanno 26 anni di lettura. Un minimo – <em>minimo! </em>– di un libro al mese… Siamo intorno ai 300. Conferma?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Forse qualcuno di meno…&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Ah-ah! Partiamo da un punteggio basso, quindi. Vista?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Una leggera miopia… porto le lenti a contatto.&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Ma no, cos&#8217;ha capito? Si guarda fuori e dentro?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Mi sembra di sì…&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Più dentro o più fuori?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Direi più… fuori?&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;E cosa vede?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Scusi?&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Mi dica cosa vede.&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Mah… cose… persone…&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> [<em>sottovoce</em>] &#8220;La fantasia al potere, eh?&#8221; [<em>in tono normale</em>] &#8220;&#8216;Scimpanzé&#8217; si scrive  con l&#8217;accento acuto o con quello grave?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Ehm…&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Che tempo verbale è  &#8216;avessi mangiato&#8217;?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Passato… remoto?&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Lasciamo perdere. Sta scrivendo un romanzo semi-autobiografico, ha detto.&#8221;<br />
<em>Candidato</em> [<em>ringalluzzito</em>] &#8220;Sì, sì.&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Mi può citare qualche celebre autore che lei ha letto e che ha scritto un romanzo autobiografico o semi-autobiografico?&#8221;<br />
<em>Candidato</em> &#8220;Hmm…&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> &#8220;Su… neanche uno? Pr… Pr…&#8221;<br />
<em>Candidato</em> [<em>irritato</em>] &#8220;Scusi, lo so che non sto andando bene, ma le sembra il caso di farmi delle pernacchie?&#8221;<br />
<em>Esaminatore</em> [<em>grida</em>] &#8220;Avanti un altro!&#8221;</p>
<p>Ecco: il test d&#8217;ingresso per diventare scrittore me lo immagino più o meno così.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diplomazia</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/29/diplomazia/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 09:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono affatto diplomatica, lo so. Se dipendesse da me, il Congresso di Vienna sarebbe ancora in corso, in un tripudio di feste e danze. Così osservo sempre con sconfinata ammirazione chi invece si muove con passo leggero e disinvolto nel labirinto del do ut des. E cerco d&#8217;imparare.
Infatti, l&#8217;altro giorno, dopo un incontro &#8220;conoscitivo&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono affatto diplomatica, lo so. Se dipendesse da me, il Congresso di Vienna sarebbe ancora in corso, in un <a href="http://books.google.com/books?id=BmB817D8gisC&amp;pg=PA89&amp;lpg=PA89&amp;dq=%22Le+Congr%C3%A8s+ne+marche+pas%3B+il+danse.%22&amp;source=bl&amp;ots=XjSUsuOr3y&amp;sig=SwygxiXmurgwneg3U0qfldt8YcU&amp;hl=en&amp;ei=7I1ISuqRM9uF_Abz_bCFCQ&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=7" target="_blank">tripudio di feste e danze</a>. Così osservo sempre con sconfinata ammirazione chi invece si muove con passo leggero e disinvolto nel labirinto del <em>do ut des</em>. E cerco d&#8217;imparare.<br />
Infatti, l&#8217;altro giorno, dopo un incontro &#8220;conoscitivo&#8221; con un&#8217;autrice, mi sono rivolta alla mia collega della CE e, tutta soddisfatta, ho esclamato: &#8220;Be&#8217;, mi sembra che sia andata bene!&#8221;<br />
&#8220;Le hai detto che la sua storia non ti convince, che i suoi personaggi sono deboli e che il suo stile è faticoso.&#8221;<br />
&#8220;Sì, però mi sembrava abbastanza convinta.&#8221;<br />
&#8220;Poi hai suggerito che sarebbe opportuno cambiare l&#8217;inizio e la fine, che la vicenda centrale va ripensata e che le vicende laterali sono ridondanti…&#8221;<br />
&#8220;Forse. Ma l&#8217;ho fatto perché mi sembra che lei abbia le potenzialità per…&#8221;<br />
&#8220;… dare una nuova, inedita sfumatura alla parola &#8216;massacro&#8217;?&#8221;<br />
Ho detto che <em>cerco</em> d&#8217;imparare. Non che ci <em>riesco.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forma e sostanza</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/24/forma-e-sostanza/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 07:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Forma
Da: Marcel Marcelloz
Inviato: martedì 23 giugno 2009 18.28
A: Catriona Potts
Oggetto: Jean-Marc Jeanmarcette
Catriona carissima,
è con grande piacere che ti propongo il nuovo libro di Jean-Marc Jeanmarcette, un autore che probabilmente conosci perché è già noto in Italia. L&#8217;ho letto rapidamente, ma ho pensato subito alla tua CE. Sarò felice di mandarti il manoscritto: non è ancora definitivo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Forma</strong></span></p>
<p><strong>Da</strong>: Marcel Marcelloz<br />
<strong>Inviato</strong>: martedì 23 giugno 2009 18.28<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: Jean-Marc Jeanmarcette</p>
<p>Catriona carissima,<br />
è con grande piacere che ti propongo il nuovo libro di Jean-Marc Jeanmarcette, un autore che probabilmente conosci perché è già noto in Italia. L&#8217;ho letto rapidamente, ma ho pensato subito alla tua CE. Sarò felice di mandarti il manoscritto: non è ancora definitivo, ma non dovrebbero esserci troppi cambiamenti.<br />
Spero di vederti presto.<br />
Baci<br />
MM</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Sostanza</strong></span></p>
<p><strong>Da</strong>: Marcel Marcelloz<br />
<strong>Inviato</strong>: martedì 23 giugno 2009 18.28<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: O la va o la spacca</p>
<p>Oh, Catriona, mia ultima spiaggia,<br />
speravo tanto che non scrivesse più nulla e invece, proprio mentre stavo per andare a casa dopo una pessima giornata, quel pazzo scatenato di Jean-Marc Jeanmarcette mi ha mollato la sua ultima &#8220;fatica&#8221;. E mai termine fu più appropriato perché ho provato a darci una scorsa e mi sono addormentato di botto a pagina 6. Un&#8217;esperienza che forse non ti è estranea, perché sono circa quattro anni che cerco di affibbiarti questo autore e tu lo hai sempre respinto (un&#8217;altra CE italiana se l&#8217;è preso, ma è andato così male che non ha nessuna intenzione di pubblicare un altro suo libro. Non posso darle torto). Ma io tento lo stesso il colpaccio (magari non lo ricordi, hai visto mai). Se mi dice bene, ti mando all&#8217;istante quella specie di brogliaccio che l&#8217;autore mi ha consegnato (condoglianze all&#8217;editor che dovrà metterci le mani).<br />
Lo so, è una vigliaccata, ma sono alla frutta.<br />
MM</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pastone</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/23/pastone/</link>
		<comments>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/23/pastone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 07:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://secondopiano.altervista.org/?p=2428</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; che non ne posso più di questo mastica-e-sputa parole. Sì, lo so, l&#8217;ha già detto qualcun altro (e di certo non è stato il primo) ma, all&#8217;epoca, serviva per stigmatizzare una posa affettata, un atteggiamento snob. Adesso invece non passa giorno che non ci gettino contro un pastone di neologismi, etichette, slogan; non passa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; che non ne posso più di questo mastica-e-sputa parole. Sì, lo so, l&#8217;ha già detto qualcun altro (e di certo non è stato il primo) ma, all&#8217;epoca, serviva per stigmatizzare una posa affettata, un atteggiamento snob. Adesso invece non passa giorno che non ci gettino contro un pastone di neologismi, etichette, slogan; non passa giorno che noi non ci lanciamo a masticare quel pastone – quei neologismi, quelle etichette, quegli slogan –, neanche fossimo lupi bulimici, e non passa giorno che, disgustati o esaltati, per convinzione o meccanicamente, ce lo risputiamo addosso. Per riprendere il ciclo il giorno dopo.<br />
All&#8217;inizio, pensavo di essere troppo sensibile io, che con le parole ci mangio davvero. Ma stamattina, quando ho sentito un tassista dire ridacchiando a un collega: &#8220;Ve le abbiamo suonate anche ieri, eh, brutto comunista&#8230;&#8221;,  ho capito che il pastone – in questo caso composto da arroganza, sport, insipienza, superficialità e forse altro – rischia di diventare l&#8217;unico vero cibo disponibile per tutti.<br />
E molti, moltissimi lo troveranno sempre più gustoso.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La febbre</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/15/la-febbre/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 08:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[3 giorni di febbre (sì, non ho più il fisico).
2 giorni di assenza (appunto).
67 e-mail, di cui 39 con allegati, dei quali 22 manoscritti (stranieri) di cui almeno 5 con una decisione da prendere entro martedì e 2 con una decisione da prendere subito (cioè 3 giorni fa).
&#8220;Ehi, calma! Facciamo libri, mica salviamo vite umane!&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>3 giorni di febbre (sì, non ho più il fisico).<br />
2 giorni di assenza (appunto).<br />
67 e-mail, di cui 39 con allegati, dei quali 22 manoscritti (stranieri) di cui almeno 5 con una decisione da prendere entro martedì e 2 con una decisione da prendere subito (cioè 3 giorni fa).<br />
&#8220;Ehi, calma! Facciamo libri, mica salviamo vite umane!&#8221; è il mantra di chi lavora in una CE.<br />
Sarà, ma l&#8217;impressione è che oggi sarei dovuta tornare in ufficio con un defibrillatore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Consigli per le vendite</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/08/consigli-per-le-vendite/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 07:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete lì, con le dita pronte a tamburellare sulla tastiera, ma non sapete da dove cominciare? Ecco la top 3 dei pretesti temi più trattati nelle proposte di questo periodo, con qualche consiglio per sfruttarli al meglio.
Al terzo posto si piazzano gli animali che intervengono in una drammatica/ disperata / straziante vicenda umana e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siete lì, con le dita pronte a tamburellare sulla tastiera, ma non sapete da dove cominciare? Ecco la top 3 dei <span style="text-decoration: line-through;">pretesti</span> temi più trattati nelle proposte di questo periodo, con qualche consiglio per sfruttarli al meglio.</p>
<p>Al terzo posto si piazzano gli animali che intervengono in una drammatica/ disperata / straziante vicenda umana e la risolvono. Siate creativi, però, almeno nella parte animale:  cani, gatti e cavalli ormai strappano subito lo sbadiglio. Meglio un simpaticissimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Loris_tardigradus" target="_blank">Loris gracile (<em>Loris tardigradus</em>)</a>. Forse la relazione con il bambino malato / il manager disilluso / la donna divorziata non sarà semplicissima da sviluppare, ma non è che  posso fare tutto io, no?</p>
<p>Al secondo posto ci sono le relazioni nonna-nipote. Per gli americani è facile: mettono la nonna a Salem (Oregon) e la nipote ad Augusta (Maine) e fanno percorrere a una i <a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Augusta,+ME,+Stati+Uniti+d%27America&amp;daddr=Salem,+OR,+Stati+Uniti+d%27America&amp;hl=it&amp;mra=ls&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=15.340594,39.550781&amp;ie=UTF8&amp;z=4" target="_blank">5.302 chilometri </a>necessari per raggiungere l&#8217;altra (l&#8217;aereo è escluso, sia chiaro) cosicché, durante il viaggio, abbia modo di fare incontri rivelatori e/o di rivelare la propria vera interiorità. L&#8217;italica lunghezza massima di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geografia_d%27Italia#Punti_estremi" target="_blank">1.291 chilometri</a> probabilmente offre minori possibilità, tuttavia non dovrebbe essere difficile ingegnarsi. Consigliato un sottotesto di polemica sociale per evitare di essere tacciati di autobiografismo.</p>
<p>Il primo posto è saldamente in mano alla &#8220;famiglia apparentemente normale&#8221;. E&#8217; ovvio che tutto sta in quell&#8217;&#8221;apparentemente&#8221;, prodromo al più classico &#8220;effetto cipolla&#8221;: padre avvocato, che in realtà fa il bookmaker nei combattimenti clandestini di galli, che in realtà agisce così a causa di un trauma infantile (causato dal fratello maggiore), che in realtà è dovuto a un contatto fugace con alieni crestati; madre casalinga, che in realtà coltiva il sogno di diventare pilota di go-kart, che in realtà ha una cotta per il fruttivendolo sottocasa, che in realtà è il fantasma del suo primo amore, un esploratore scomparso sull&#8217;isola di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amantan%C3%AD" target="_blank">Amantaní</a>, che in realtà è il luogo d&#8217;origine della madre (cioè di sua nonna); figli (almeno due) che studiano al liceo, ma che in realtà&#8230;</p>
<p>Ah, a scanso di equivoci: tutte le suddette trame sono state depositate alla SIAE. Quindi non fate i furbi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dazed and confused</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/05/dazed-and-confused/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Talvolta vi odio proprio, a voi del marketing. Perché prendete il mio libro e lo possedete, come se avesse bisogno di voi per sentirsi vivo. Lo anoressizzate a slogan o lo obesizzate a cartellone, ne estraete a forza l&#8217;essenza (quella che per voi è l&#8217;essenza) e la imbottigliate in un contenitore opaco ed elegante, spacciandola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Talvolta vi odio proprio, a voi del marketing. Perché prendete il mio libro e lo possedete, come se avesse bisogno di voi per sentirsi vivo. Lo anoressizzate a slogan o lo obesizzate a cartellone, ne estraete a forza l&#8217;essenza (quella che <em>per voi</em> è l&#8217;essenza) e la imbottigliate in un contenitore opaco ed elegante, spacciandola per l&#8217;essenza della felicità letteraria.<br />
Quando succede, io rimango lì, in silenzio, a guardare voi e quello che era il mio libro. Un po&#8217; intontita e un po&#8217; disorientata.<br />
Poi penso: massì, in realtà, sotto sotto, vi voglio bene, a voi del marketing.<br />
Perché io, il vostro mestiere, non riuscirei davvero a farlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come non</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/04/come-non/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 07:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so, è in inglese. Lo so, può sembrare semplicistico. Però non scrollate le spalle, perché questo test è molto più vicino alla realtà degli &#8220;autori emergenti&#8221; di quanto crediate.  E se anche fosse soltanto un&#8217;abile mossa per farvi comprare questo libro (che non ho letto, badate), pazienza.
Mi piacerebbe avere il tempo di tradurlo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, è in inglese. Lo so, può sembrare semplicistico. Però non scrollate le spalle, perché <a href="http://www.hownottowriteanovel.com/?page_id=45" target="_blank">questo test</a> è molto più vicino alla realtà degli &#8220;autori emergenti&#8221; di quanto crediate.  E se anche fosse soltanto un&#8217;abile mossa per farvi comprare <a href="http://www.hownottowriteanovel.com/?page_id=2" target="_blank">questo libro</a> (che non ho letto, badate), pazienza.<br />
Mi piacerebbe avere il tempo di tradurlo e adattarlo, per farlo diventare una specie di test d&#8217;ingresso al desiderio di essere pubblicati. Dopo quelli di grammatica e ortografia, beninteso.</p>
<p>Update:  Grazie a Zia Bisbetica (grazie!) lo trovate <a href="http://docs.google.com/View?id=dq5zkbg_0cds39sdh" target="_blank">qui</a> in italiano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pàssino</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/06/03/passino/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 07:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pàssino i soggetti che si smarriscono e i verbi che vengono concordati con ciò che più piace.
Pàssino le costruzioni retoriche che susciterebbero l&#8217;invidia di Èschine di Mileto.
Pàssino i dialoghi risucchiati senza filtro da libri, film, serie TV, videogiochi, parodie.
Però, caro il mio autore di successo, la logica della storia e la plausibilità delle situazioni non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pàssino i soggetti che si smarriscono e i verbi che vengono concordati con ciò che più piace.<br />
Pàssino le costruzioni retoriche che susciterebbero l&#8217;invidia di <a href="http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?category=scienze_umane_e_sociali/scienze_del_linguaggio/biografie/&amp;parentFolder=/Portale/sito/altre_aree/scienze_sociali/scienze_del_linguaggio/&amp;addNavigation=scienze_umane_e_sociali/scienze_del_linguaggio/biografie/&amp;lettera=E&amp;pathFile=/sites/default/BancaDati/Enciclopedia_online/E/BIOGRAFIE_-_EDICOLA_E_022457.xml">Èschine di Mileto</a>.<br />
Pàssino i dialoghi risucchiati senza filtro da libri, film, serie TV, videogiochi, parodie.<br />
Però, caro il mio autore di successo, la logica della storia e la plausibilità delle situazioni non le puoi ignorare così, soltanto perché sei un autore di successo al quale tutto è concesso.<br />
Quindi deciditi: o il tuo protagonista ha i superpoteri &#8211; e ci può anche stare &#8211; oppure non li ha, e allora è semplicemente ridicolo.<br />
E sono solo a pagina trenta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fare commercio</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/25/fare-commercio/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 13:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mi è mai dispiaciuto fare commercio (dei miei libri). Non credo siano molti i mestieri in cui si ha la possibilità di spiegare a chi deve vendere un certo prodotto perché quel prodotto ti ha colpito, perché ci credi, perché lo consigli. Non mi è mai pesato mettermi nei panni di chi deve andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi è mai dispiaciuto fare commercio (dei miei libri). Non credo siano molti i mestieri in cui si ha la possibilità di spiegare a chi deve vendere un certo prodotto perché quel prodotto ti ha colpito, perché ci credi, perché lo consigli. Non mi è mai pesato mettermi nei panni di chi deve andare da un libraio e dire: &#8220;Senti, questo è veramente bello e adesso ti spiego perché.&#8221; Neppure se poi il libro va male. Nel nostro piccolo mondo, tutti godono di una certa tolleranza (quando si galleggia, si galleggia tutti insieme e quando si affonda&#8230;)<br />
Sarà l&#8217;età (com&#8217;è utile avere un&#8217;età in cui si può affermare &#8220;Sarà l&#8217;età&#8221; ed essere presa sul serio), sarà che a maggio la volata è quasi finita (e il prossimo anno già ti fiata sul collo), sarà il caldo… ma in questo periodo fare commercio (dei miei libri) mi pesa. Non che questi libri siano più brutti dei precedenti o che io sia meno convinta. E&#8217; che il balletto-rituale-scommessa mi ha un po&#8217; stancato. Vorrei che i libri parlassero da soli, che nella sala in cui tutti aspettano da me ragioni, spiegazioni e numeri ci fosse silenzio perché tutti stanno leggendo il libro che ho portato. Vorrei che tutti scoprissero da soli il motivo della scelta e la difendessero &#8220;con parole loro&#8221;. Vorrei discutere, trovare altri motivi per sperare o disperarmi, per correggere il tiro (in alto o in basso), per litigare o esaltarmi&#8230;<br />
Sì, deve essere il caldo.<br />
O forse sono io.<br />
Appunto.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=y2tNgDZ62-w" target="_blank">I&#8217;m a Dreamer, Aren&#8217;t We All?</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Animale, vegetale, minerale</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/21/animale-vegetale-minerale/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 07:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Catriona e un collega di un&#8217;altra CE conversano su Skype
Collega: Hai presente il titolo del libro-che-deve-essere-un-successo? Devo cambiarlo…
Catriona: No!
Collega: Già. Per sei mesi è andato bene, poi ieri si è svegliato il Capo e ha detto che gli animali nel titolo non vendono. Non è che avresti un&#8217;idea?
Catriona: Io? Dovrei aiutarti a trovare uno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Catriona e un collega di un&#8217;altra CE conversano su Skype</p>
<p><em>Collega</em>: Hai presente il titolo del libro-che-deve-essere-un-successo? Devo cambiarlo…<br />
<em>Catriona</em>: No!<br />
<em>Collega</em>: Già. Per sei mesi è andato bene, poi ieri si è svegliato il Capo e ha detto che gli animali nel titolo non vendono. Non è che avresti un&#8217;idea?<br />
<em>Catriona</em>: Io? Dovrei aiutarti a trovare uno di quei titoli che fanno da soli il successo di un libro… a discapito quindi del successo dei <em>miei</em> libri?<br />
<em>Collega</em>: Ti ricordi quando ti ho <em>ceduto</em> quel traduttore che ti ha tradotto millemila pagine in quindici giorni… Be&#8217;, diciamo che adesso io sono don Vito, tu sei Bonasera e il mio libro è <em>quasi</em> Santino.<br />
<em>Catriona</em>: Oh… Va bene. Deve esserci per forza un animale nel titolo?<br />
<em>Collega</em>: A questo punto vanno bene anche i vegetali e i minerali.<br />
<em>Catriona</em>: Non è che mi ricordi benissimo la storia…<br />
<em>Collega</em>: Non importa, dammi qualche titolo a effetto, poi lo aggiusto io.<br />
<em>Catriona</em>: Perché non parti dalle solite cose? Luce, buio, rumore, silenzio…<br />
<em>Collega</em>: Già usati negli ultimi quattro libri.<br />
<em>Catriona</em>: Una bella frase fatta? Oggi a me, domani a te…<br />
<em>Collega</em>: Eh?<br />
<em>Catriona</em>: Non hai torto. Come l&#8217;hanno tradotto i francesi?<br />
<em>Collega</em>: Oh, i francesi…<br />
<em>Catriona</em>: Capisco. E i tedeschi?<br />
<em>Collega</em>: Non lo voglio neppure ripetere.<br />
<em>Catriona</em>: E i danesi?<br />
<em>Collega</em>: I danesi?<br />
<em>Catriona</em>: Sono bravissimi a trovare titoli a effetto, i danesi.<br />
<em>Collega</em>: Mah, vado a vedere. Poi ci risentiamo.<br />
[<em>un'ora dopo</em>]<br />
<em>Collega</em>: Ma sai che avevi ragione sui danesi?<br />
<em>Catriona</em>: Hanno trovato un bel titolo?<br />
<em>Collega</em>: Macché. Però, nella stessa pagina c&#8217;erano altri libri di quella CE. Ho tradotto tutto in automatico e… ho trovato il titolo perfetto!<br />
<em>Catriona</em>: Quello di un <em>altro</em> libro?<br />
<em>Collega</em>: Sì, ma è perfetto!<br />
<em>Catriona</em>: E sarebbe?<br />
<em>Collega</em>: Figurati se te lo dico. Me lo copieresti subito. Ma grazie, eh? Grazie mille!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Monologo interiore (con conseguenze esteriori)</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/07/monologo-interiore-con-conseguenze-esteriori/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccola lì. Alla terza riga.
Quante pagine? 1/154?
No, la lascio stare.
Ho anche poco tempo.
E poi non se ne accorge nessuno.
A parte me. Be&#8217;, sì, magari qualcun altro, certo, ma al lettore medio cosa vuoi che&#8230;
E poi: se la correggo lì, la devo correggere in tutto il testo, non ci sono santi.
E chissà quante altre cose trovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccola lì. Alla terza riga.<br />
Quante pagine? 1/154?<br />
No, la lascio stare.<br />
Ho anche poco tempo.<br />
E poi non se ne accorge nessuno.<br />
A parte me. Be&#8217;, sì, magari qualcun altro, certo, ma al lettore medio cosa vuoi che&#8230;<br />
E poi: se la correggo lì, la <em>devo</em> correggere in <em>tutto</em> il testo, non ci sono santi.<br />
E chissà quante altre cose trovo da correggere in 154 pagine.<br />
No, non ho tempo di fare anche questo.<br />
Hmmm&#8230; Fammi vedere se, per caso, la Preclara CE la accetta&#8230; Ma guarda, eccola lì, ad apertura di libro, nientemeno!<br />
Già, però il loro è un autore italiano. Quindi lo stile personale, l&#8217;editing che si suppone discreto&#8230;<br />
La mia è una traduzione.<br />
No, non tocco nulla.<br />
Certo che sta proprio male, però.<br />
E se la correggessi solo quando mi dà <em>molto</em> fastidio?<br />
Ma a chi la voglio dare a bere?<br />
A me dà <em>sempre</em> fastidio.<br />
Va bene, dai, lo faccio per il bene della lingua italiana.<br />
Siamo rimasti soltanto noi delle CE a difenderla, no?<br />
Mi rimane un unico dubbio.<br />
Chissà se ci sono nata, così scema, oppure se lo sono diventata.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un aiutino</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/06/un-aiutino/</link>
		<comments>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/06/un-aiutino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 May 2009 11:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Quindi dovrei leggerlo anche più di una volta?&#8221;
&#8220;Sarebbe un buon inizio.&#8221;
&#8220;E poi?&#8221;
&#8220;Poi rifletti sullo stile, sui temi trattati&#8230;&#8221;
&#8220;Ma lui scrive gialli.&#8221;
&#8220;E allora?&#8221;
&#8220;Cosa c&#8217;è da riflettere? Quando hai scoperto chi è l&#8217;assassino, hai trovato il senso del libro.&#8221;
&#8220;Vallo a dire a Dürrenmatt.&#8221;
&#8220;Ah, no, io faccio letteratura inglese, mica tedesca.&#8221;
&#8220;Veramente Dürrenmatt non è&#8230; Vabbè, lasciamo perdere. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quindi dovrei leggerlo anche più di una volta?&#8221;<br />
&#8220;Sarebbe un buon inizio.&#8221;<br />
&#8220;E poi?&#8221;<br />
&#8220;Poi rifletti sullo stile, sui temi trattati&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ma lui scrive gialli.&#8221;<br />
&#8220;E allora?&#8221;<br />
&#8220;Cosa c&#8217;è da riflettere? Quando hai scoperto chi è l&#8217;assassino, hai trovato il senso del libro.&#8221;<br />
&#8220;Vallo a dire a Dürrenmatt.&#8221;<br />
&#8220;Ah, no, io faccio letteratura inglese, mica tedesca.&#8221;<br />
&#8220;Veramente Dürrenmatt non è&#8230; Vabbè, lasciamo perdere. E poi devi capire, per esempio, in quale contesto si è mosso l&#8217;autore, quali sono stati i suoi modelli e come li ha elaborati.&#8221;<br />
&#8220;Ma non c&#8217;è un libro che lo spiega?&#8221;<br />
&#8220;No.&#8221;<br />
&#8220;E voi qui non avete niente?&#8221;<br />
&#8220;A parte i testi originali e quelli tradotti, qualche scheda di presentazione e i contratti, direi di no.&#8221;<br />
&#8220;E cosa c&#8217;è sui contratti?&#8221;<br />
&#8220;Probabilmente la sua firma. Ti interessa vederla?&#8221;<br />
&#8220;Mah&#8230;&#8221;</p>
<p>No, questo dialogo non è mai avvenuto. Però, quando ricevo una lettera o un&#8217;email di chi, dovendo fare una &#8220;tesina&#8221; (sempre il diminutivo) su un certo autore, si rivolge alla CE per avere &#8220;materiale&#8221;, perché &#8220;in giro ce n&#8217;è poco&#8221;, non posso fare a meno di immaginarmelo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/06/un-aiutino/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Come ti dicevo</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/04/come-ti-dicevo/</link>
		<comments>http://secondopiano.altervista.org/2009/05/04/come-ti-dicevo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 07:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://secondopiano.altervista.org/?p=2130</guid>
		<description><![CDATA[Da: Philly Radolloz
Inviato: lunedì 27 aprile 2009 11.28
A: Catriona Potts
Oggetto: Charlie Charles
Cara Catriona,
sono molto contenta che tu abbia comprato Feromoni per una rapina di Charlie Charles. Sono certa che sarà un successo. Mi mandi la vostra copertina?
Grazie
Philly
&#8212;&#8212;-
Da: Catriona Potts
Inviato: lunedì 27 aprile 2009 12.32
A: Philly Radolloz
Oggetto: Re: Charlie Charles
Cara Philly,
anch&#8217;io sono molto contenta e spero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 11.28<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: Charlie Charles</p>
<p>Cara Catriona,<br />
sono molto contenta che tu abbia comprato <em>Feromoni per una rapina</em> di Charlie Charles. Sono certa che sarà un successo. Mi mandi la vostra copertina?<br />
Grazie<br />
Philly<br />
&#8212;&#8212;-<br />
<strong>Da</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 12.32<br />
<strong>A</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Oggetto</strong>: Re: Charlie Charles</p>
<p>Cara Philly,<br />
anch&#8217;io sono molto contenta e spero proprio che sia un successo perché Charlie Charles lo merita. La copertina non c&#8217;è ancora perché abbiamo appena comprato il libro. Te la mando non appena ce l&#8217;ho.<br />
Ciao<br />
Catriona<br />
&#8212;&#8211;<br />
<strong>Da</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 13.04<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: R: Re: Charlie Charles</p>
<p>il fatto è che stiamo preparando una brochure per pubblicizzare l&#8217;autore. Non potresti mandarmela lo stesso?<br />
&#8212;-<br />
<strong>Da</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 13.51<br />
<strong>A</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Oggetto</strong>: Re: R: Re: Charlie Charles</p>
<p>Mi dispiace, ma la copertina non c&#8217;è e ci vorrà parecchio tempo prima di averla.<br />
&#8212;-<br />
<strong>Da</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 14.16<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: R: Re: R: Re: Charlie Charles</p>
<p>se si tratta di qualche settimana, possiamo aspettare.<br />
In più ci piacerebbe avere la traduzione perché qui da noi c&#8217;è uno che ha fatto un corso di italiano e vorrebbe dargli un&#8217;occhiata.<br />
&#8212;-<br />
<strong>Da</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 14.29<br />
<strong>A</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Oggetto</strong>: Re: R: Re: R: Re: Charlie Charles</p>
<p>Temo che ci vorrà ben più di qualche settimana. Come ti dicevo, abbiamo appena comprato il libro e probabilmente lo pubblicheremo alla fine del 2010. E anche per la traduzione bisognerà aspettare: il traduttore che abbiamo scelto non sarà disponibile che fra quattro mesi.<br />
&#8212;-<br />
<strong>Da</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 14.58<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: R: Re: R: Re: R: Re: Charlie Charles</p>
<p>a noi sarebbe sufficiente anche una copertina provvisoria e un centinaio di pagine di traduzione. Come ti dicevo, c&#8217;è tempo qualche settimana. Aspetto tue notizie.<br />
&#8212;-<br />
<strong>Da</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Inviato</strong>: venerdì 1 maggio 2009 18.12<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: I: R: Re: R: Re: R: Re: Charlie Charles</p>
<p>Cara Catriona,<br />
non ho ricevuto risposta all&#8217;email che ti ho mandato qualche giorno fa. Probabilmente non ti è arrivata. Te la inoltro.<br />
Ciao<br />
Philly</p>
<p><em><strong>Da</strong>: Philly Radolloz<br />
<strong>Inviato</strong>: lunedì 27 aprile 2009 14.58<br />
<strong>A</strong>: Catriona Potts<br />
<strong>Oggetto</strong>: R: Re: R: Re: R: Re: Charlie Charles<br />
a noi sarebbe sufficiente anche una copertina provvisoria e un centinaio di pagine di traduzione. Come ti dicevo, c&#8217;è tempo qualche settimana. Aspetto tue notizie.</em><br />
____<br />
Per favore, prima che perda la ragione, ditemi <em>dove</em> sbaglio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tempo una settimana</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/30/tempo-una-settimana/</link>
		<comments>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/30/tempo-una-settimana/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 07:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://secondopiano.altervista.org/?p=2087</guid>
		<description><![CDATA[Per fare un libro ci vuole tempo
Tempo per scriverlo
Tempo per trovarlo
Tempo per editarlo/tradurlo
Tempo per sapere quante copie tirare
Tempo per farlo conoscere
Tempo per venderlo
Ecco perché il seguito di un romanzo non esce la settimana successiva a quella in cui è apparso il primo romanzo. E neanche il mese successivo.
Ecco perché il libro straniero non esce la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per fare un libro ci vuole tempo</p>
<p>Tempo per scriverlo<br />
Tempo per trovarlo<br />
Tempo per editarlo/tradurlo<br />
Tempo per sapere quante copie tirare<br />
Tempo per farlo conoscere<br />
Tempo per venderlo</p>
<p>Ecco perché il seguito di un romanzo non esce la settimana successiva a quella in cui è apparso il primo romanzo. E neanche il mese successivo.<br />
Ecco perché il libro straniero non esce la settimana successiva a quella in cui è stato comprato. E neanche il mese successivo.<br />
Ecco perché un libro italiano non esce la settimana successiva a quella in cui è stato consegnato. E neanche il mese successivo.<br />
Ecco perché, se un lettore mi chiede &#8220;Ma quel libro non è <em>ancora</em> uscito?&#8221;, ridacchio e spiego.<br />
Ecco perché, se un AA mi chiede &#8220;Ma quel libro non è <em>ancora</em> uscito?&#8221;, lo scarico con eleganza.<br />
Ecco perché, se uno che lavora in una CE da svariati anni mi chiede &#8220;Ma quel libro non è <em>ancora</em> uscito?&#8221;, m&#8217;incazzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Federico Diaz</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/29/federico-diaz/</link>
		<comments>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/29/federico-diaz/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 07:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho seguito, un po&#8217; di tempo fa, un dibattito sulla lingua italiana. Sono rimasta in silenzio, a osservare, confrontando quella chiacchierata con la mia realtà quotidiana, quella degli &#8220;autori emergenti&#8221;. Non gente che, parlando con un amico, si aggrappa a un calco linguistico o arranca su un congiuntivo, ma gente che si è seduta davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito, un po&#8217; di tempo fa, <a href="http://friendfeed.com/e/fce3c0e2-d92f-a365-9fb3-f9c71298fc45/Le-cose-cambiano/">un dibattito sulla lingua italiana</a>. Sono rimasta in silenzio, a osservare, confrontando quella chiacchierata con la mia realtà quotidiana, quella degli &#8220;autori emergenti&#8221;. Non gente che, parlando con un amico, si aggrappa a un calco linguistico o arranca su un congiuntivo, ma gente che si è seduta davanti a un computer (o a un foglio bianco), ha cominciato a scrivere e lo ha fatto probabilmente per parecchio tempo, convinta di avere qualcosa di interessante da dire e di averlo espresso.<br />
Ecco, io credo che questa gente abbia <strong>bisogno</strong> di regole e di chiarezza. Spesso non lo sa (non se ne rende conto?) però ne ha un bisogno disperato. Perché è proprio lì che si va a schiantare. Non dominando le regole, anche il suo pensiero è sregolato. Non conoscendo il senso delle parole, le sue parole diventano senza senso.<br />
Quindi, no, quando uso &#8220;decade&#8221; in senso proprio non mi sento una specie di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Federico_Diaz#Federico_Diaz">Federico Diaz</a> della lingua italiana.<br />
Perché alla domanda: &#8220;Si capisce?&#8221; non bisogna mai rispondere: &#8220;Abbastanza&#8221;, ma: &#8220;Sì.&#8221;</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: Scusate, non mi ero accorta che la discussione su Friendfeed era privata. Lascio il link perché forse qualcuno dei &#8220;coinvolti&#8221; vuole ripassarla. Per gli altri, in sintesi, si è trattato di un vivace scambio di idee sulla &#8220;malleabilità&#8221; della lingua italiana, soprattutto riguardo all&#8217;uso proprio (e improprio) della parola &#8220;decade&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Matrimoni e funerali</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/23/matrimoni-e-funerali/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 07:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Una fiera è un po&#8217; come un matrimonio. All&#8217;inizio tutti calorosi, abbraccianti, &#8220;&#8230; ma possibile che ci vediamo solo qui?&#8221; Poi seri, compunti, attenti. Infine i gruppi, le chiacchiere, il cibo, persino le sbronze.
Una fiera è un po&#8217; come un  funerale. All&#8217;inizio tutti calorosi, abbraccianti, &#8220;&#8230; ma possibile che ci vediamo solo qui?&#8221; Poi seri, compunti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una fiera è un po&#8217; come un matrimonio. All&#8217;inizio tutti calorosi, abbraccianti, &#8220;&#8230; ma possibile che ci vediamo solo qui?&#8221; Poi seri, compunti, attenti. Infine i gruppi, le chiacchiere, il cibo, persino le sbronze.<br />
Una fiera è un po&#8217; come un  funerale. All&#8217;inizio tutti calorosi, abbraccianti, &#8220;&#8230; ma possibile che ci vediamo solo qui?&#8221; Poi seri, compunti, attenti. Infine i gruppi, le chiacchiere, il cibo, persino le sbronze.<br />
Quest&#8217;anno – la crisi, ah, la crisi! – si pencolava minacciosamente verso il funerale.<br />
Per fortuna, nel mio mondo, a officiare la cerimonia sono soprattutto le numerose, numerosissime donne.  Che trovano sempre il modo di sdrammatizzare, magari soltanto con un&#8217;occhiata perplessa agli stivaletti fluo dell&#8217;AA norvegese. O con un abbraccio tanto affettuoso quanto inatteso. O con una scintilla di vera passione per un certo libro.<br />
Alla <a href="http://www.londonbookfair.co.uk/">LBF 2009</a>, insomma, un lieto turbinio di estrogeni ha sventato il pericolo del funerale. E non è poco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Copioni</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/17/copioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 08:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[#queryfail
Vale a dire i soltanto oggi in versione twitter, più o meno.
Qui un articolo del Guardian che spiega cos&#8217;è successo.
E sappiate che oggi – 17 aprile 2009 – è il queryfail day 2.
Ciò detto, trotterello felice e spensierata verso la LBF 2009. Ci si sente tra un po&#8217;.
P.S. Sappiate che c&#8217;è anche #agentfail, mentre #publisherfail non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://search.twitter.com/search?q=%23Queryfail" target="_blank">#queryfail</a><br />
Vale a dire i <a href="http://secondopiano.altervista.org/category/soltanto-oggi/" target="_blank">soltanto oggi</a> in versione twitter, più o meno.<br />
<a href="http://www.guardian.co.uk/books/booksblog/2009/apr/06/twitter-wars-writers-agents" target="_blank">Qui</a> un articolo del <em>Guardian</em> che spiega cos&#8217;è successo.<br />
E sappiate che oggi – 17 aprile 2009 – è il queryfail day 2.<br />
Ciò detto, trotterello felice e spensierata verso la <a href="http://www.londonbookfair.co.uk/">LBF 2009</a>. Ci si sente tra un po&#8217;.</p>
<p>P.S. Sappiate che c&#8217;è anche <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23agentfail">#agentfail</a>, mentre <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23publisherfail" target="_blank">#publisherfail</a> non mi sembra che abbia molto successo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Monologo</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/16/monologo/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 09:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno buongiorno, allora, vediamo un po&#8217;, quello lì l&#8217;ho già letto, di quell&#8217;altro non mi fido, questo qui ha una brutta copertina, ah, se potessi farle io, le copertine&#8230; Scusi, mi consiglia un bel libro, ma bello, eh, perché l&#8217;altra volta me ne ha consigliato uno che era meglio se lasciavo perdere, invece no, io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno buongiorno, allora, vediamo un po&#8217;, quello lì l&#8217;ho già letto, di quell&#8217;altro non mi fido, questo qui ha una brutta copertina, ah, se potessi farle io, le copertine&#8230; Scusi, mi consiglia un bel libro, ma bello, eh, perché l&#8217;altra volta me ne ha consigliato uno che era meglio se lasciavo perdere, invece no, io i libri li leggo per intero, fino in fondo&#8230; Questo? Ma è bello? Perché non l&#8217;ho mica visto in classifica, mi faccia vedere&#8230; No, no, per carità, è ambientato in Africa, mai piaciuti i libri ambientati in Africa, voglio qualcosa di più normale&#8230; Quest&#8217;altro? Perlamordiddio, un altro giallo italiano! Ormai tutti gli italiani si mettono lì a scrivere gialli e la letteratura, eh, dove è finita la Letteratura con la L maiuscola, me lo spiega? Questo, dice? Ah, beh, già, me ne ha parlato un collega&#8230; D&#8217;accordo,  sì, lo prendo, sperando che vada bene perché sa, i libri non li mollo mica a metà, vado fino in fondo, io. Quant&#8217;è? Apperò,  anche i libri costicchiano, eh? Ecco, tenga, però si ricordi che mi sono fidato&#8230; Grazie, arrivederci arrivederci.</p>
<p>Dedicato ai librai, in apparenza assenti dalle righe di questo blog, ma in realtà sempre presenti.<br />
E dedicato anche a quei lettori <span style="text-decoration: line-through;">rompiscatole</span> a cui dopotutto voglio bene perché continuano a comprare libri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra CE e realtà</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/14/tra-ce-e-realta/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 08:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi mando la metà del mio romanzo, così mi dite se vale la pena continuare&#8230;
&#8220;Sì, ho fatto l&#8217;orlo solo a una gamba dei pantaloni perché così li porta un po&#8217; e poi mi dice se la lunghezza va bene e se posso fare anche l&#8217;altro&#8221;.
Il mio romanzo non è ancora finito, ma vi mando i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Vi mando la metà del mio romanzo, così mi dite se vale la pena continuare&#8230;</em></p>
<p>&#8220;Sì, ho fatto l&#8217;orlo solo a una gamba dei pantaloni perché così li porta un po&#8217; e poi mi dice se la lunghezza va bene e se posso fare anche l&#8217;altro&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Il mio romanzo non è ancora finito, ma vi mando i primi dieci capitoli&#8230;</em></p>
<p>&#8220;Come dice? Manca il cestello della lavatrice che le abbiamo consegnato? Be&#8217;, lei intanto decida se le piace, poi magari gliene procuriamo una intera&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8230; ma nel cassetto ho altri cinque romanzi&#8230;</em></p>
<p>&#8220;Va bene, prendo questo portafoglio.&#8221;<br />
&#8220;Eh, no, se prende il portafoglio deve prendere l&#8217;intera serie: ventiquattrore, borsone, trolley, baule, borsa a mano, borsa a tracolla, beauty da viaggio, cartella portadocumenti, pochette, zaino, valigia grande, media, piccola&#8230;&#8221;</p>
<p>P.S. Ci sono. Poco e male, ma ci sono.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Cieca</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/03/cieca/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 07:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Boccio un manoscritto. Un romanzo italiano, caduto nella casella email della CE come mille altri. No, non l&#8217;ho letto tutto. Sì, ho dato una risposta abbastanza generica. Era brutto e basta, con una trama in pesante debito d&#8217;ossigeno e un interesse il cui livello era pari a quello della Fossa subglaciale Bentley (parere soggettivo, ovvio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boccio un manoscritto. Un romanzo italiano, caduto nella casella email della CE come mille altri. No, non l&#8217;ho letto tutto. Sì, ho dato una risposta abbastanza generica. Era brutto e basta, con una trama in pesante debito d&#8217;ossigeno e un interesse il cui livello era pari a quello della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antartide" target="_blank">Fossa subglaciale Bentley</a> (parere soggettivo, ovvio, però a me l&#8217;hai chiesto, dunque&#8230;)<br />
Neanche il tempo di cliccare invio, e mi arriva una lunghissima email di risposta dall&#8217;autore. Che all&#8217;inizio non lesina acidità e rabbia (come prevedibile). Ma poi gioca una carta abbastanza a sorpresa: non è che lui voglia <em>per forza</em> essere pubblicato. E&#8217; il mondo che lo vuole, che ha bisogno del suo romanzo, perché non vede l&#8217;ora di liberarsi di certi pseudo-scrittori, capaci soltanto di sfruttare le debolezze di tutti noi, intossicati da un veleno non meglio precisato. Il suo romanzo avrebbe aperto i cuori e i pori, avrebbe avuto un potere taumaturgico, avrebbe cambiato la rotta della letteratura italiana (e non solo), spingendoci verso lidi baciati dal sole dell&#8217;ottimismo.<br />
Cieca io a non averlo capito.<br />
Sarà, però io ho ancora male alla schiena come una settimana fa, devo farmi una pulizia del viso e pure l&#8217;umore non è che sia tersissimo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insert title here</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/04/02/insert-title-here/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 08:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://secondopiano.altervista.org/?p=1923</guid>
		<description><![CDATA[Ormai ho in uggia il processo che conduce al titolo di un libro. Forse ne ho battezzati troppi, ma brucerei volentieri una foresta di bastoncini d&#8217;incenso in onore di ogni autore il cui libro ha un titolo che rientra nelle categorie dei &#8220;traducibili&#8221; e degli &#8220;efficaci&#8221;. In entrambe, ovviamente. Perché una sola non basta.
E no, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ho in uggia il processo che conduce al titolo di un libro. Forse ne ho battezzati troppi, ma brucerei volentieri una foresta di bastoncini d&#8217;incenso in onore di ogni autore il cui libro ha un titolo che rientra nelle categorie dei &#8220;traducibili&#8221; e degli &#8220;efficaci&#8221;. In entrambe, ovviamente. Perché una sola non basta.<br />
E no, non li voglio neanche ascoltare, i puristi del titolo originale. Perché mi possono fare mille esempi e io posso far loro mille controesempi. Stallo.<br />
Talvolta mi viene voglia di lanciare la moda del titolo originale-originale. Nella lingua d&#8217;origine, cioè. Certo, poi verrebbero fuori cose del tipo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frans_Eemil_Sillanp%C3%A4%C3%A4" target="_blank"><em>Ihmislapsia elämän saatossa</em></a> e vi voglio vedere, in libreria.<br />
Tutto ciò per dire che, da quando ho trovato <a href="http://garydexter.blogspot.com/">questo blog</a>, mi sento meno sola.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Diffidare!</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/31/diffidare/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 06:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://secondopiano.altervista.org/?p=1878</guid>
		<description><![CDATA[[dal taccuino di Catriona]
Le prime trenta pagine del testo non conquistano? Diffidare costruttivamente. Andare avanti, ma leggendo solo le pagine dispari.
Leggere le prime dieci pagine di un romanzo e poi le ultime dieci. Si capisce (quasi) tutto? Diffidare intensamente.
Diffidare istantaneamente dei romanzi di cui si anticipano le battute. Di dialogo, non quelle scherzose. Be&#8217;, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>dal taccuino di Catriona</em>]</p>
<p>Le prime trenta pagine del testo non conquistano? Diffidare costruttivamente. Andare avanti, ma leggendo solo le pagine dispari.</p>
<p>Leggere le prime dieci pagine di un romanzo e poi le ultime dieci. Si capisce (quasi) tutto? Diffidare intensamente.</p>
<p>Diffidare istantaneamente dei romanzi di cui si anticipano le battute. Di dialogo, non quelle scherzose. Be&#8217;, anche tutt&#8217;e due, comunque.</p>
<p>Diffidare preventivamente di qualsiasi autore che, nella pagina del copyright, mette frasi in cui sono presenti le parole &#8220;divino&#8221;" e &#8220;Signore&#8221;.  E usa la maiuscola per gli eventuali possessivi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Priorità</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/30/priorita/</link>
		<comments>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/30/priorita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni nate in una domenica passata a scorrere le ultime proposte americane.

Una ragazza brutta è meglio di una bella.
Un sedere è meglio di una testa.
Una cucina è meglio di un bunker.
Un viaggio è meglio di una cucina.
Una morte è meglio di una nascita.
Una seduta psicanalitica è meglio di un delitto.
Un cane è meglio di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni nate in una domenica passata a scorrere le ultime proposte americane.</p>
<ol>
<li>Una ragazza brutta è meglio di una bella.</li>
<li>Un sedere è meglio di una testa.</li>
<li>Una cucina è meglio di un bunker.</li>
<li>Un viaggio è meglio di una cucina.</li>
<li>Una morte è meglio di una nascita.</li>
<li>Una seduta psicanalitica è meglio di un delitto.</li>
<li>Un cane è meglio di un paesaggio.</li>
<li>Un gatto è meglio di un cane.</li>
<li>Un bambino (asiatico, africano, eccetera) è meglio di un gatto.</li>
<li>Un ceffone è meglio di un bambino.</li>
<li>Ma non c&#8217;è nulla di meglio di Obama.</li>
</ol>
<p>(ovviamente ispirato a <a href="http://secondopiano.tumblr.com/post/60869674/preston-sturges-rules-for-box-office-appeal" target="_blank">questo</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ingiustizia</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/27/ingiustizia/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 08:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[E ci sono i sommelier che bevono una stilla di vino e ti sanno persino dire se quel grappolo l&#8217;ha vendemmiato  Maria o Umberto.
E ci sono le donne che, con un&#8217;unica occhiata, ti sanno dire se il vestito che hai addosso ha una punta fucsia di troppo, se le tue scarpe hanno una macchiolina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E ci sono i sommelier che bevono una stilla di vino e ti sanno persino dire se quel grappolo l&#8217;ha vendemmiato  Maria o Umberto.<br />
E ci sono le donne che, con un&#8217;unica occhiata, ti sanno dire se il vestito che hai addosso ha una punta fucsia di troppo, se le tue scarpe hanno una macchiolina di fango sotto la suola o se l&#8217;ombreggiatura dell&#8217;occhio sinistro è asimmetrica (quest&#8217;ultima è una citazione, ma la capiamo in due).<br />
E ci sono gli uomini che, in un picosecondo, catalogano automobili con una puntigliosità che neanche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mendel">Mendel</a>.<br />
E poi ci sono io, che boccio senza remissione un testo dopo averne letto due pagine.<br />
Però soltanto a me dicono: &#8220;Ma come fai? E&#8217; impossibile!&#8221;<br />
E se ne vanno borbottando, nient&#8217;affatto persuasi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eufonisti Anonimi</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/26/eufonisti-anonimi/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 08:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ciao, mi chiamo Catriona e amo le d eufoniche.&#8221;
[La sala in coro: "Ciao, Catriona."]
&#8220;La mia storia è uguale a quella di molti altri: prima di lavorare in una CE, mettevo d eufoniche dappertutto. Non riuscivo a trattenermi, anzi non ci provavo neppure perché mi sembravano indispensabili. Suonavano pure&#8230; eleganti.&#8221;
[Mormorii di comprensione.]
&#8220;&#8230; poi sono entrata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ciao, mi chiamo Catriona e amo le d eufoniche.&#8221;<br />
[<em>La sala in coro: "Ciao, Catriona."</em>]<br />
&#8220;La mia storia è uguale a quella di molti altri: prima di lavorare in una CE, mettevo d eufoniche dappertutto. Non riuscivo a trattenermi, anzi non ci provavo neppure perché mi sembravano <em>indispensabili</em>. Suonavano pure&#8230; eleganti.&#8221;<br />
[<em>Mormorii di comprensione</em>.]<br />
&#8220;&#8230; poi sono entrata in una CE e ho incontrato loro, le regole interne per l&#8217;uniformazione dei testi. In base a quelle regole, le d eufoniche erano proibite, a parte negli incontri di vocali uguali. Il primo periodo è stato difficilissimo. Dovevo ripassare ogni pagina per controllare di non averne lasciato neppure una&#8230;&#8221;<br />
[<em>Dal fondo della sala: "Anch'io! Anch'io!"</em>]<br />
&#8220;&#8230; ma, alla fine, grazie anche all&#8217;esempio di molti altri che si trovavano nella mia stessa situazione, sono riuscita a liberarmi della mia dipendenza. Certo, quando ho scoperto che pure l&#8217;Accademia della Crusca sconsigliava l&#8217;uso di &#8216;od&#8217;, mi è venuta voglia di ribellarmi e di lasciarlo&#8230; Talvolta ho addirittura pensato di aggiungerlo.&#8221;<br />
[<em>Mormorii di comprensione.</em>]<br />
&#8220;&#8230; ma poi sono tornata sui miei passi. Adesso, come tutti voi, mi accontento di usare le d eufoniche nella lingua parlata e ho un pieno controllo su di loro quando scrivo o rivedo.&#8221;<br />
[<em>Applausi calorosi.</em>]<br />
&#8220;Grazie, grazie. Vi ricordo che la prossima riunione degli Eufonisti Anonimi si terrà la prossima settimana. Sono però aperte le iscrizioni per i gruppi di &#8216;Refusisti Ossessivi Anonimi&#8217;.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ora diche un poesie</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/25/ora-diche-un-poesie/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 07:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Oh, traduttore, traduttor valente,
perché mi lasci coll&#8217;incompetente?
Oh, traduttor, che ben sai parlare,
vieni da a me, c&#8217;ho il mio bel daffare
a distillare avverbi, a scioglier frasi,
di un beota che ignora pur le basi
di quella lingua che saper dovrebbe
e che con lui, invece, spirerebbe
tra spasmi atroci di congiuntivi errati
e sostantivi per lo più azzardati.
Come render concetti assai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh, traduttore, traduttor valente,<br />
perché mi lasci coll&#8217;incompetente?<br />
Oh, traduttor, che ben sai parlare,<br />
vieni da a me, c&#8217;ho il mio bel daffare<br />
a distillare avverbi, a scioglier frasi,<br />
di un beota che ignora pur le basi<br />
di quella lingua che saper dovrebbe<br />
e che con lui, invece, spirerebbe<br />
tra spasmi atroci di congiuntivi errati<br />
e sostantivi per lo più azzardati.<br />
Come render concetti assai contorti<br />
in una lingua che elevi e conforti<br />
procurando con ciò a&#8217; miei lettori<br />
minor rabbia e assai minor dolori<br />
e innalzando così la lor lettura<br />
ben al di sopra di cotal bruttura?</p>
<p>(Nata in un momento di sconforto con l&#8217;imprescindibile collaborazione di Mr Potts. Lo so, non è perfetta, ma dà l&#8217;idea.)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ci sono</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/24/ci-sono/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 07:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono delle volte in cui leggi qualcosa e vedi i personaggi che parlano e ne senti persino l&#8217;intonazione e ne immagini addirittura i vestiti, anche se l&#8217;autore non ha esplicitato nulla.
Ci sono delle volte che ti arrabbi, perché la storia all&#8217;improvviso si mette a scalciare e corre, corre verso un finale amaramente sbagliato. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono delle volte in cui leggi qualcosa e vedi i personaggi che parlano e ne senti persino l&#8217;intonazione e ne immagini addirittura i vestiti, anche se l&#8217;autore non ha esplicitato nulla.<br />
Ci sono delle volte che ti arrabbi, perché la storia all&#8217;improvviso si mette a scalciare e corre, corre verso un finale amaramente sbagliato. E magari la corsa è cominciata a pagina venti (su trecento).<br />
Ci sono delle volte che ti piange il cuore, ma proprio non puoi. Perché quel libro ha bisogno di altre mani per arrivare dove deve arrivare, e tu non le hai davvero, quelle mani. Ma speri che qualcuno le abbia e le usi.<br />
Ci sono delle volte che ti piange il cuore, ma proprio devi. Per mille ragioni, non necessariamente meschine. Però non ne fai una malattia, perché comunque la selezione naturale vale pure per i libri. Ovvio che è lenta, ma c&#8217;è.<br />
Ci sono delle volte in cui noi delle CE siamo molto, molto emotivi. Per nostra fortuna.<br />
Vostra non so.</p>
<p>P.S. In tema di emotività, Violetta mi ha chiesto di fare un cameo sul suo bellissimo <a href="http://pastattractions.tumblr.com/">Past Attractions</a>. Sfrontata come sempre, ho accettato. E indovinate un po&#8217; su <a href="http://pastattractions.tumblr.com/post/89078728/were-going-a-little-off-track-with-this-one-but">quale film</a> mi sono sdilinquita&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rogna</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/23/rogna/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 08:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[La rogna di questo mestiere non finisci mai di grattartela.
Va bene, lo dico in modo più elegante: chi fa questo lavoro non stacca mai.
Se sei un creativo (l&#8217;autore), te la sei cercata e ci sguazzi anche un po&#8217;. E&#8217; una tua prerogativa.
Ma se sei un artigiano – il sarto e non lo stilista, l&#8217;operaio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rogna di questo mestiere non finisci mai di grattartela.<br />
Va bene, lo dico in modo più elegante: chi fa questo lavoro non stacca mai.<br />
Se sei un creativo (l&#8217;autore), te la sei cercata e ci sguazzi anche un po&#8217;. E&#8217; una tua prerogativa.<br />
Ma se sei un artigiano – il sarto e non lo stilista, l&#8217;operaio e non il designer – ogni tanto vorresti pure dimenticare stoffe e bulloni. Invece non ce la fai.<br />
Sei sempre lì ad annusare, a cercare, a farti domande, a inquisire. &#8220;Interessante questo articolo&#8230; se ne potrebbe fare un libro?&#8221; &#8220;Però, adesso che ci penso, di recente nessuno ha scritto qualcosa su&#8230;&#8221; &#8220;E se gli chiedessi di tagliare tutta la parte ambientata in campagna? Già, però, come lo tiri fuori il personaggio di lei, allora?&#8221; &#8220;Ehi, tu, ragazzo, si può sapere perché hai passato ai raggi X uno dei miei libri e poi l&#8217;hai rimesso giù, senza comprarlo?&#8221;<br />
Per di più, ovviamente, ti ritrovi a leggere in continuazione, soprattutto di sera, di notte e nei fine settimana, perché di giorno c&#8217;è altro da fare.<br />
No, non mi sto lamentando.<br />
Ma tutto &#8217;sto grattare qualche segno lo lascia.<br />
Tipo sentirti in colpa se, nel fine settimana, leggi qualcosa che non c&#8217;entra nulla con il tuo lavoro.<br />
Tipo sbirciare il libro che sta leggendo Mr Potts e mettersi subito a contestare le scelte lessicali.<br />
Tipo guardare il cartello appeso di fianco all&#8217;ascensore e notare <em>soltanto</em> gli errori grammaticali.<br />
Uffa. <em>Sgrat</em>, <em>sgrat</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tanto poi</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/20/tanto-poi/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 09:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo me la conoscete, perché non importa in quale campo lavoriate, prima o poi capita a tutti. Io la chiamerei &#8220;la maledizione del tanto poi&#8221;. Colpisce quando più persone fanno (o controllano) la stessa cosa in momenti diversi. Il pensiero non si forma neppure, eppure è lì, viscido e tranquillizzante insieme: &#8220;Tanto poi c&#8217;è lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me la conoscete, perché non importa in quale campo lavoriate, prima o poi capita a tutti. Io la chiamerei &#8220;la maledizione del tanto poi&#8221;. Colpisce quando più persone fanno (o controllano) la stessa cosa in momenti diversi. Il pensiero non si forma neppure, eppure è lì, viscido e tranquillizzante insieme: &#8220;Tanto poi c&#8217;è lui che controlla&#8230;&#8221;; &#8220;Tanto poi passo il lavoro a lei e se c&#8217;è qualcosa di sbagliato se ne accorgerà&#8230;&#8221;; &#8220;Tanto poi ci sono loro, che sono bravissimi a notare gli errori&#8230;&#8221;<br />
Come si manifesta?<br />
Quando, da da tre uffici diversi, poco prima frizzanti di gioia perché era finalmente arrivato il <del datetime="2009-03-19T17:29:21+00:00">libro</del> frutto del loro lavoro, pronto per essere donato al mondo, si alza all&#8217;unisono un vibrante &#8220;Ma porc&#8230;&#8221;<br />
E poi cade il silenzio.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sentimental And Melancholy</title>
		<link>http://secondopiano.altervista.org/2009/03/17/sentimental-and-melancholy/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 08:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catriona Potts</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ripeterò fino alla morte: non mi frega cosa, basta che si legga.
Poi però mi capita fra le mani un libro del 1925.
Mica uno di quelli importanti, decisivi, classici. No. Un libro bello, certo, ristampato negli anni, ma d&#8217;interesse generale piuttosto limitato.
E ne esce fuori una prosa densa eppure leggera, una capacità di descrivere soffermandosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ripeterò fino alla morte: non mi frega cosa, basta che si legga.<br />
Poi però mi capita fra le mani un libro del 1925.<br />
Mica uno di quelli importanti, decisivi, classici. No. Un libro bello, certo, ristampato negli anni, ma d&#8217;interesse generale piuttosto limitato.<br />
E ne esce fuori una prosa densa eppure leggera, una capacità di descrivere soffermandosi sui particolari giusti, un equilibrio ammirevole tra senso e forma.<br />
E mi chiedo se abbiamo sbagliato.<br />
Se abbiamo sbagliato noi, che i libri li facciamo, li &#8220;proponiamo&#8221; (adesso si dice <em>sempre</em> così).<br />
Se hanno sbagliato loro, gli autori, che i libri li scrivono.<br />
Non sono nostalgica, badate. Be&#8217;, non troppo, insomma. So benissimo che non si può inseguire (imporre?) quella lingua.<br />
Ma la sua chiarezza, sì.<br />
La sua necessità, sì.<br />
Perché una simile prosa oggi è un dono rarissimo.<br />
Da entrambe le parti della barricata.</p>
<p>PS Il titolo del post lo potete ascoltare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9gZiwc_skKE">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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