Soltanto oggi (XXIX) [web edition]16.05.08

Selezione delle migliori chiavi di ricerca che hanno portato qui al “secondo piano”, ovviamente tassonomizzata e commentata.

La lingua italiana
mio che verbo e [Andiamo proprio benissimo in italiano, eh?]
come scrivere nel cv che mi sto laureando ["Mi sto laureando"?]
correttore do bozze tariffe [Farei un passo indietro]
riassunto del libro problemi? ditelo pure a me ! [Che tentazione...]
cosa è la penna per scrivere [Uh, che raffinatezza semantica]
frasi con la ih [Ih, ih, ih...]
esso manda curriculum [A Yoda?]
significato di applauso [clap, clap]
come aprire una piccolissima azienda editoriale senza soldi? [Perché? No, ripeto: perché?]
ho il pregio di sottoporre il mio cv [Hmm... prima rivedilo]
lo zio è andato a milano correzione della frase [Perché? È andato a Torino?]
gädda [Cärlo Emilio?]
c’è un sito via internet con cui si possono far prestare dei libri da leggere gratuitamente? [Puoi ripetere?]
firme autorevoli contro baricco iliade [C'è una petizione? Dove si firma?]

La letteratura italiana [Romanzieri in pectore]
passami i componenti [Un crudo spaccato della realtà operaia?]
perchè miagolano tanto [La sconvolgente esperienza di un insonne?]
scrivere una lettera a una amico in cui parla di una cosa già passata [La fine di un'amicizia di lunga data?]
dialoghi tra 2 persone in ufficio di notte [Capitolo I: Il capo era uno stronzo]
vorrei una lettera da scrivere a mia sorella [Se lo fa la Tamaro, lo posso fare anch'io]
nonno seduto fantastico [Se lo fa Benni, lo posso fare anch'io]
basilio puoti vado vo [Bah, il solito romanzo storico...]
lo straccio conteso [Il remake della Secchia Rapita?]

Una volta non basta
il grande ascensore di cristallo
il grande ascensore di cristallo riassunto
il grande ascensore di cristallo…. riassunto….
il grande ascensore di cristallo: riassunto
trama il grande ascensore di cristallo
tema svolto del grande ascensore di cristallo

chat di dolce e gabbana
ascensore dolce e gabbana
canti di dolce e gabbana
dolce e gabbana selezione idee

vorrei inviare il mio curriculum alla tipografia vaticana
devo scrivere alla città del vaticano
dove mandare curriculum al vaticano

come faccio a mandare una lettera hai tokio hotel quale l’indirizzo?
quante lingue conoscono i tokio hotel

mantra am am
mantra che sta bene
quanti mantra fare

Le immancabili varie
piccione viaggiatore messaggistica nel medioevo [Brutti tempi, quelli senza Twitter]
cosa si può dire a una mummia ["Ti trovo un po' rigida"?]
films la chiave non entra il buco troppo piccolo [films?]
quaderni di tendenza estate 2009 [Ci portiamo avanti, eh?]

Tag(s) parole, variecon 4 commenti →

Maeve e Luciano15.05.08

In teoria, cose come questa dovrebbero lasciarmi molto perplessa. Invece è esattamente il contrario. E la cosa che mi piace di più non è che un’autrice multi-milionaria e multi-venduta sia disposta a dare qualche suggerimento a chi intende scrivere. No, la cosa che mi piace di più è la concretezza che traspare dall’articolo: “scrivere è un lavoro”. Quindi impegno, tempo, sforzo. Per un testo di 3.500 parole (a spanne una decina di cartelle) “she spent one day planning it and four days writing it, at four hours a day.” Mi piace sempre quando qualcuno ricorda la fatica, lo scavo, lo stridor di denti dello scrivere. In buona sostanza, The Maeve Binchy’s Writers’ Club non l’ho ancora letto, ma credo che lo leggerò.
Intanto, non fatevi scappare la prima e la seconda parte di Come si diventa un intellettuale di Luciano Bianciardi, che trovate qui, insieme ad altre cose interessanti. Avete presente quando fuori ci sono quaranta gradi e voi entrate in una casa piacevolmente fresca? Ecco, la scrittura di Bianciardi fa questo effetto. Essenziale, precisa, ironica e convincente. E, dopo la lettura, siete autorizzati a farvi un piantino sullo stato attuale delle patrie lettere.

Tag(s) libricon 7 commenti →

Pensaci14.05.08

“A person who publishes a book willfully appears before the populace with his pants down…. If it is a good book nothing can hurt him. If it is a bad book nothing can help him.”

Edna St. Vincent Millay

“Writing is like getting married. One should never commit oneself until one is amazed at one’s luck.”

Iris Murdoch

“When you publish a book, it’s the world’s book. The world edits it.”

Philip Roth

No, così, tanto per far riflettere prima di mettere il francobollo sulla busta o premere send.

Tag(s) parole, variecon 5 commenti →

Verità13.05.08

Sto fissando l’email che mi è appena arrivata. Un messaggio precario nei contenuti ed esitante nella forma, a causa anche della brutta abitudine (la definisco così perché la vedo sempre più spesso) di lasciare uno spazio prima del segno di punteggiatura (così , vedete ?)
Cosa posso dire? Sì, ho voglia leggere il tuo romanzo? Certo, mandamelo?
Cosa mi aspetto?
Cosa aspetti tu, che ti firmi con “cordiali ossequi” e scrivi il cognome prima del nome?
Be’, una cosa è certa: io non sono convinta che “se l’hai scritto, deve essere pubblicato”.
Quindi: sì, mandamelo.
Prometto che ti dirò la verità. Non assoluta, non definitiva, ma almeno verità.

Tag(s) variecon 10 commenti →

Scoramen-to12.05.08

La curiosità vorace, il naso affondato nelle pagine, il sorriso beato che dice: “Oh, l’ho trovato!”, gli occhi sgranati davanti all’ennesimo stand… No, quest’anno ho visto consumarsi raramente questi riti. In più sono scomparse le borse. Certe CE le davano ugualmente, ma in giro non c’erano quei bei sacchettoni gravidi di carta, trascinati con fatica pari soltanto all’orgoglio. Persino la tradizionale corsa al catalogo è stata annullata per mancanza di concorrenti.

Frase più frequente: “Questo lo compro dopo.”

Frase più incredibile: “No, non prendo niente, perché non c’è niente che mi attira davvero.”

Ci sono sempre quelli che, nello stand della CE più grande d’Italia, dopo aver passato le forche caudine delle mamme che tengono la mano al figlioletto, dopo aver subito un trapianto di fegato per via delle gomitate, dopo aver rischiato il soffocamento da valanga cartacea, s’impadronscono della copia del libro-in-cima-a-tutte-le-classifiche e se ne vanno in giro come se avessero acquistato un autografo di Dante (peraltro presente… l’avete visto?).

Mr Potts, al contrario, è uno di quelli che dà soddisfazione a una CE. A un certo punto, è arrivato con un sorriso trionfante, brandendo Gli articoli di Smalcalda. I fondamenti della fede (1537-38). In appendice: Trattato sul primato e l’autorità del papa (1538) , volume che, come tutti sapete, sebbene sia il bestseller di Martin Lutero e Filippo Melantone, inspiegabilmente non viene spesso ristampato.

Per l’ennesimo anno, assenti ingiustificate panchine, sedie o altre superfici “sedenti”. Ma si sa, il pubblico è ggiovane e si accoccola per terra. E infatti il pubblico “vecchio” si faceva coccolare sui divanetti del Meridien, l’albergo-dentro-la-fiera-dentro-l’albergo. A un certo punto, si sono materializzati: Valentino Parlato, Raffaele La Capria, Javier Marías, Edoardo Sanguineti e un super-super dirigente editoriale. Aggiungeteci la sottoscritta e gli autori della sottoscritta, e capirete perché l’aria era così densa di cultura da mozzare il respiro.

Assioma di Torino: I miei autori sono i più simpatici.

Teorema di Torino: la persona che hai evitato per un anno intero e che credi di essere riuscito a evitare grazie a studiatissimi percorsi labirintici, sarà quella dietro di te nella fila per il bagno.

Tag(s) variecon 8 commenti →

Appuntamento08.05.08

Ogni anno arriva Torino e ogni anno si sbuffa. Perché per noi delle CE è come entrare in un supermercato… grande cinquanta volte quello in cui facciamo abitualmente “la spesa”. A differenza di Francoforte, poi, non c’è neppure il brivido del libro ungherese “che nessuno ha letto e che noi faremo diventare un bestseller”, non c’è il briciolo di soddisfazione nel vedere il megaposter col ritratto dell’autore che hai amato, pubblicato e che in Germania è diventato un bestseller (ma in Italia no), non c’è la roulette russa delle offerte sul prossimo libro spacca-classifiche.

E’ tutto tranquillo: incontri fra amici, passeggiate oziose, sguardi elegantemente pacati sulle copertine (e sui successi) degli altri. L’unico sussulto lo provi quando osservi il passante distratto che prende in mano il libro su cui hai versato lacrime e sputato sangue per poi rimetterlo a posto con aria vagamente annoiata. Allora vorresti corrergli dietro e gridargli: “Si può sapere cosa non ti è piaciuto? La copertina? La bandella? Il nome dell’autore? Il titolo? Il formato? Il carattere? Vuoi meno interlinea? Vuoi margini più ampi? Vuoi un giallo più giallo? Un rosa meno rosa? Un saggio che non sembra un saggio ma sembra un romanzo che sembra un saggio? Dimmelo, maledizione!”

Questo per dire che, da oggi, sono lì. Per trovarmi, basterà andare in giro inalberando un cartello con su scritto “CATRIONA!” (Le maiuscole sono fondamentali). Mi materializzerò all’istante. ;-)

Tag(s) libri, variecon 6 commenti →

1888-200807.05.08

Egregio signor editore,
il Crepuscolo degli idoli mi piace molto, e questo rafforza la mia convinzione, come Le dicevo nell’ultima lettera, che è bene mantenere la stessa veste tipografica di Ecce homo […]

***

Egregio signor editore, La dovrò pregare di rispedirmi ancora una volta la seconda parte del ms., dato che voglio inserirvi ancora alcune cose. Altrimenti potrebbe crearsi della confusione. Dunque tutta la seconda parte del ms., a partire dal capitolo che ha come titolo «Così parlò Zarathustra». Suppongo che questo non ritarderà di un attimo la stampa, visto che vi rispedirò immediatamente il ms.

***

Ms. indietro. Tutto rielaborato.

***

Mi saranno necessarie traduzioni in tutte le principali lingue europee: non appena l’opera uscirà, calcolo come prima edizione un milione di copie in ogni lingua.

***

Soltanto col mio Zarathustra si potrebbe diventare milionari: è l’opera più decisiva che esista.

Non è che Nietzsche, a Torino, nel 1888, fosse nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Ciononostante, la lucidità di queste richieste e indicazioni (il volume ne è pieno) dimostra che, in 120 anni, ben poco è cambiato nel rapporto autore-CE. Chissà se è un bene o un male. Comunque, anche per questo, il libro è straordinario e lo consiglio di cuore.

[Brani tratti da Friedrich Nietzsche, Lettere da Torino, traduzione di Vivetta Vivarelli, Milano, Adelphi, 2008]

Tag(s) libricon 4 commenti →

Soltanto oggi (XXVIII)06.05.08

E il padre?
[...] mi offro per traduzioni tedesco-inglese-italiano (sono madrelingua) [...]

Ma è fiction?
Mi pregio inviarVi la mia prima opera, un racconto narrativo…

Definizione corretta
Vi allego il mio romanzo…
[No, non l'hai allegato: l'hai copiato nel corpo dell'email... (N.d.r)]

Tag(s) soltanto oggicon 9 commenti →

Quasi05.05.08

Massì, in fondo ha ragione. Chi? Ma il grigiocrinito, l’autore dalla parlata dolce e dallo sguardo ammaliante che ha generato più tentativi d’imitazione della Settimana enigmistica. E’ vero che oggi (quasi) tutto è a disposizione e che si legge di più - quantitativamente - rispetto al passato. I nostri genitori dovevano ordinare al libraio “il vincitore dello Strega”. Oggi manca poco che ti arrivi per email (non richiesto). Anche chi non vive in una grande città, sempre più spesso ha un centro commerciale (con libreria) vicino oppure ha internet. E trova (quasi) ogni cosa. Anzi, talvolta non può nemmeno evitare di trovarla. Pensate all’”ultimo” libro dell’autore grigiocrinito: è uscito a puntate su un importante quotidiano, poi allegato al giornale stesso, poi presso la CE X e adesso presso la CE Y. Con tanto di richiamo televisivo. Come ignorarlo?
No, non fate quella faccia. Non ho (quasi) niente contro l’autore grigiocrinito. Certo, se smettesse di parlare di cinema (allestendo una vera fiera delle banalità oltre che delle vanità) e se si dedicasse a diffondere la lettura invece della scrittura mi piacerebbe di più. Insomma, diciamo che mi va quasi bene. E’ già qualcosa.

Tag(s) libri, variecon 14 commenti →

Zac, zac!30.04.08

In Italia (ma anche in molti altri Paesi) si fa così: il libro esce in edizione rilegata e, dopo qualche tempo, viene riproposto in edizione economica. In questo caso, può essere ristampato oppure vengono riutilizzate le copie invendute.
Mi sembra abbastanza semplice e intuibile. Una specie di riciclo, se volete.
E allora perché - perché? - c’è ancora gente convinta che il libro in edizione economica costi meno di quello rilegato perché ne sono stati tagliati via dei pezzi?
E perché deve esporre tale teoria, con sufficienza spocchiosa, quando io sono nei paraggi?

“Chiamatemi Ismaele.”
Hmmm… Tanto poi viene detto che nome ha, no? Via, zac, zac!

“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a suo modo.”
Uh, che noia questi incipit sentenziosi! Via, zac, zac!

“Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello…”
‘Sti scrittori, risalgono sempre al tempo che Berta filava… Via, zac, zac!

Tag(s) libri, variecon 3 commenti →

Soltanto oggi (XXVII)29.04.08

Oppure una Riassunta?
[...] vi mando un breve Sinosso [...]

L’amico del gerundio
Ho fatto anche esperienza manutenendo un service [...]

Io no
[...] capisco che un refuso può sfuggire a chiunque (anche io) [...]

Tag(s) soltanto oggicon 4 commenti →

Forbice28.04.08

Da un lato, un romanzo semplice (non in senso negativo). Frasi brevi, storia “facile”, azioni ben descritte e iterate così che nessun lettore venga lasciato indietro.
Dall’altro, un romanzo complesso (non in senso negativo). Costruzioni sintattiche non lineari, storia intricata, azioni ridotte al minimo, concetti arditi.
Nel breve spazio di un fine settimana lungo, mi sono trovata a leggere due bestseller. E nel mio cervello si è aperta una forbice che non si vuole chiudere. Forse è vero che in Italia il gruppo dei lettori è sempre quello (piccolo e selettivo), ma è possibile che ci siano anche altri lettori, un po’ più difficili da raggiungere eppure disposti ad ascoltare testi molto diversi per stile, forma e finalità narrativa. E’ un’idea consolante, perché significa che, a onta di ciò che si crede, forse si può fare qualcosa per la lettura.
E va bene, mi avete convinto: vado a esplorare la lama di qualche forbice che avevo lasciato fino a oggi nel cassetto. Se mi taglio, non sarà la prima volta. E neanche l’ultima.

Tag(s) libricon 3 commenti →

Desiderata24.04.08

Una delle lamentele più insistenti sui libri riguarda le copertine. Troppo scure, troppo chiare, troppo esplicite, troppo criptiche, troppo generiche, troppo di nicchia, “Fa veramente schifo…”, “Se la davate a me ve la facevo meglio…” eccetera.
Capisco.
Ma vorrei dirvi una cosa: la copertina non esiste.
Esistono occhi e mani che la creano con un’idea in testa, un’idea carica di formazione, cultura, gusto personali. Esistono occhi che la approvano secondo la loro formazione, la loro cultura, il loro gusto. Ed esiste, ovviamente, un libro a cui essa si riferisce, un libro che è stato scritto con uno o più intenti, e pubblicato magari con gli stessi intenti oppure con altri. E infine (non è vero, ci sono altri elementi, ma semplifico) esiste un potenziale lettore che guarda quella copertina carico della propria formazione, della propria cultura, del proprio gusto.
La copertina non esiste. Esistono mille copertine per un unico libro. E spesso la copertina scelta stringe, comprime, assomma quelle mille.
La prova? Ecco la copertina russa, tedesca e serba dello stesso bestseller.

Belle? Brutte? Certo, dare un giudizio (magari senza conoscere il libro, ma anche conoscendolo) è un impulso tanto irrefrenabile quanto giusto. E che ha la stessa forza di quello che ha guidato la creazione della copertina. Talvolta i due impulsi coincidono, talvolta no. E l’unico arbitro è la speranza di offrire, con una copertina, qualcosa di adatto al libro e al pubblico a cui si rivolge.
Insomma: non se ne esce. Sapevatelo.

Tag(s) libri, variecon 13 commenti →

(spazi inclusi)23.04.08

Caso 1: romanzo
pagine: 177
caratteri (spazi inclusi): 705.672
paragrafi: 2.902

Caso 2: saggio
pagine: 104
caratteri (spazi inclusi): 413.552
paragrafi: 2.536

Caso 3: manoscritto (romanzo)
pagine: 100
caratteri (spazi inclusi): 390.981
paragrafi: 140

Talvolta basta usare Word per capire che c’è qualcosa di fondamentalmente errato in un manoscritto che l’autore ha inviato alla CE insieme a una lettera in cui lo definisce: “frizzante, vivacissimo, con tanti dialoghi.”
Perché, arrivata alla terza pagina-colata-di-piombo, piena di elucubrazioni ombelicali, senza trama percettibile, senza protagonista rintracciabile e senza neppure un a capo, qualche dubbio viene, eh.

Tag(s) variecon 10 commenti →

Prismi e antiprismi22.04.08

Certo che deve essere davvero faticoso, per chi non legge, entrare in una libreria: un’infinita serie di parallelepipedi tutti uguali, differenti soltanto nel colore e nelle dimensioni: scatole chiuse, enigmatiche, impossibili da “provare”. Che differenza con i negozi d’abbigliamento, in cui si può sperimentare l’istantanea gratificazione dell’indossare, del vedere “se piace”. O con i negozi di alimentari, in cui persino le scatole ermeticamente chiuse evocano comunque qualcosa di conosciuto e, spesso, di gradevole.
Quindi pensavo: e se cambiassimo la forma dei libri? Se per esempio li incastrassimo tutti dentro prismi e antiprismi?
No, scusate, ma guardare i numeri delle vendite dei libri fa venire idee per lo meno bislacche…

Tag(s) libri, variecon 8 commenti →

Week-Continuum21.04.08

Ma vi sembra possibile che la gente delle CE lavori di sabato e di domenica e per di più a orari assurdi, neanche ci dovessimo scambiare informazioni vitali? Ecco l’elenco delle e-mail trovate stamattina:

messaggio inviato sabato 19 aprile ore 19.20: comunicazione dai responsabili del marketing
messaggio inviato sabato 19 aprile ore 21.13: manoscritto di un autore già della CE (dall’Inghilterra)
messaggio inviato sabato 19 aprile ore 23.56: manoscritto (dalla Germania)
messaggio inviato domenica 20 aprile ore 9.34: manoscritto (da AA italiano)
messaggio inviato domenica 20 aprile ore 13.09: comunicazione dai responsabili del marketing (correzione della precedente)
messaggio inviato domenica 20 aprile ore 16.23: manoscritto (dall’Inghilterra)

Ovviamente nessuno di questi messaggi era particolarmente urgente. Mi chiedo se sia così ovunque, se in qualsiasi lavoro - e a qualsiasi livello - ci si trovi intrappolati in un simile continuum temporal-testuale. O è il troppo leggere che ci ha dato alla testa?

Tag(s) variecon 6 commenti →

Bilancia18.04.08

Lato positivo: Non li ho pagati, anzi sono pagata per leggerli.
Lato negativo: Non avrei mai pagato per leggerli (per leggerne la maggior parte, almeno).

Lato positivo: La CE non ha speso soldi per comprarli.
Lato negativo: E il prossimo anno cosa pubblichiamo?

Lato positivo: La definizione di “porcheria” si è arricchita di nuove, insospettabili sfumature.
Lato negativo: Ho buttato via parecchi giorni in letture inutili.

Lato positivo: Due o tre non erano poi così male.
Lato negativo: “Ma sei matta? Sono troppo cari!”

Lato positivo: Adesso so quali saranno i bestseller stranieri dei prossimi mesi.
Lato negativo: Adesso so quali saranno i bestseller stranieri dei prossimi mesi.

Così, ogni anno, passata la bufera burianesca di una fiera, si tirano le somme.
E la sensazione non cambia mai: il libro che non hai letto - o hai scartato - supererà le vendite della Bibbia.

Tag(s) libri, variecon 7 commenti →

Piccolismo17.04.08

Ogni tanto vado in giro per siti. Sapete, quei siti che si offrono come vetrina agli esordienti scrittori per renderli, appunto, visibili. Ottima idea, in sé. E funzionante, pure, dato che una “professionale” come me ci va a curiosare. Così scorro qualche testo, animata da una flebile speranza… ed è allora che, diretta come un pugno in un occhio, mi colpisce l’assoluta vanità di quelle proposte. Non voglio neanche parlare degli intimisti, di quelli che vogliono scrivere l’Opera Letteraria. Parlo invece di quelli che si confrontano con i modelli narrativi più popolari e comuni (giallo, noir, rosa…) C’è un piccolismo (lo so, non esiste, ma rende l’idea) in quei testi che davvero mi turba. Come se, per dire, Georges Simenon, Dashiell Hammett e Barbara Cartland fossero sì famosi, ma per qualcosa che non ha nulla a che vedere con la pagina scritta. Come se qualcuno sostenesse di essere appassionato di montagna e, senza aver mai neppure visto di persona le Dolomiti, fosse sicuro di poter scalare l’Everest. Da zero a ottomila, insomma.
Poi mi fermo a riflettere e mi rendo conto che un unico filo unisce tutti quei testi: il desiderio, l’impulso, la voglia, la necessità di parlare di se stessi, però soltanto per proiettarsi in vicende misteriose o esaltanti, per sentirsi finalmente protagonisti di qualcosa, per dare un senso più “movimentato” alla propria normalissima esistenza. Ed è la cosa che mi rattrista di più.

Tag(s) libri, variecon 12 commenti →

Il verbo è “allegare”16.04.08

“Vi annetto il mio manoscritto…”
“Qui in calce il mio romanzo…”
“Associo a questa mail il mio saggio…”
“Unisco alla Presente (sic!) la mia proposta di romanzo…”
“Connetto il mio testo a questa email…”

Oggi, su un importante quotidiano, leggo: “La frase che si scrive deve avere insomma un suo ritmo, una sua agilità, come il fraseggio di un grande compositore musicale; deve avere un’anima, deve vibrare.” E si parla di articoli di giornale, non di letteratura. E si parla di un corso che dovrebbe insegnare a scrivere. E allora un po’ mi irrito: dove caspita trovo l’anima se non so neppure riconoscere la forma, usare la singola parola?
Ma si sa: illudere la gente è sempre un ottimo modo per tenerla quieta.

Nota di servizio. Sì, ho cambiato le mensole e tinteggiato le pareti per rendere tutto più semplice e lineare. A poco a poco sistemerò pure i dettagli.

Tag(s) parole, variecon 5 commenti →

Torri11.04.08

Qual è la cosa più tremenda che si può dire di un libro/manoscritto?
“E’ orribile”?
No.
“Non venderà una copia”?
No.
“Non lo pubblicherei [avrei pubblicato] neanche se fosse [fosse stato] l’ultimo testo scritto sulla Terra”?
No.
La cosa più tremenda che si può dire di un libro/manoscritto è:
“Lo leggo dopo.”
Pensateci. Avete comprato un libro per un qualsiasi motivo e siete convinti che lo leggerete. Magari non subito (ce ne sono altri!), però prima o poi… Eppure, a poco a poco, quel libro scivola sempre più in basso nella torretta che avete sul comodino o sulla scrivania. Ogni tanto guardate la costa e sì, rammentate il perché l’avete comprato. Ma è un pensiero sempre più vago, sempre meno pressante, che finisce con un “Mah, sì, però lo leggo dopo.” Passano i mesi e il libro è sempre lì. Non raccoglie polvere soltanto perché è alla base della torre, ma è come se fosse coperto da un velo di nebbia. E, alla fine, durante le pulizie di primavera o in un attacco di furore ordinativo, lo prendete e lo mettete su uno scaffale, pensando: “Eh, pazienza, vuol dire che lo leggerò in un altro momento.”
Anche con i manoscritti succede così ed è quasi più triste. Perché se un testo non riesce neppure a suscitare un minimo di curiosità, quel pizzico di interesse che ti fa dire: “Ne leggo qualche pagina, tanto per vedere com’è”, allora vuol dire che ha ben poche speranze di diventare un libro. Mi scuso dunque pubblicamente con i manoscritti (i libri) e con i loro autori, ma qualche volta il loro destino - almeno per quanto mi riguarda - non può che essere l’indifferenza.
E su questa nota allegra vi lascio: la mia missione al servizio di sua maestà dovrebbe durare fino a mercoledì. Se non mi faccio più viva, vuol dire che ho scelto l’esilio (e da come si prospettano certe cose, forse è un destino auspicabile). Intanto ragionate su quello che c’è scritto qui.

Tag(s) libri, variecon 8 commenti →

Soltanto oggi (XXVI)10.04.08

Non delle zanzare
Ho visto che il vostro libro Vivere in fratellanza con gli animali ha in copertina un gatto. Volevo sapere se il libro intero parla soltanto dei gatti o anche di altri animali.

Chiamiamo Eco?
[...] Il mio romanzo è semanticamente molto audace [...]

Tag(s) soltanto oggicon 5 commenti →

Curling redazionale09.04.08

Ore 23.30. Mr. Potts, occhi a mezz’asta, è sul divano davanti al televisore.
Entra Catriona.
Catriona: Ma… guardi il curling?
Mr. Potts: E’ il campionato del mondo maschile. Australia contro Germania.
Catriona: E…?
Mr. Potts: Mah, in fondo non è un brutto sport. Guarda quanto impegno ci mettono, come sono concentrati.
Catriona osserva per qualche minuto, perplessa.
Mr. Potts: E tieni conto che, se ti capitasse qualche libro che parla di curling, così potresti leggerlo con cognizione di causa. Magari l’autore ha commesso qualche errore madornale e tu saresti in grado di individuarlo subito perché sapresti cosa sono il rink, lo sweeping…

Adoro quando Mr. Potts usa le sue debolezze per giustificare le mie.

Tag(s) casa Pottscon 5 commenti →

Oddest title of the year08.04.08

Ovviamente c’è un premio anche per questo.
Il vincitore del Diagram Prize for Oddest Title of the Year di quest’anno, con 8500 voti, è If You Want Closure in Your Relationship, Start With Your Legs di Big Boom (che dite, è uno pseudonimo?) con 2870 voti. Il secondo posto è andato a I Was Tortured By the Pygmy Love Queen, il terzo a Cheese Problems Solved e il quarto a How To Write A How To Write Book. (Per qualche informazione in più, vi rimando all’articolo del Guardian).
Bah, a me è sembrato un anno fiacco. Nel 2003, per esempio, i contendenti erano:
227 Secrets Your Snake Wants You To Know
Celtic Sex Magic: For Couples, Groups and Solitary Practitioners
Design for Impact: 50 Years of Airline Safety Cards
Hot Topics in Urology
The Voodoo Revenge Book: An Anger Management Program You can Really Stick With
E il vincitore?
The Big Book of Lesbian Horse Stories.

Tag(s) variecon 5 commenti →

Troppo07.04.08

Hai troppo da leggere quando ti accorgi

… che hai finito gli elastici (le graffette) per “tenere” i manoscritti.
… che la borsa (di tela) supplementare portata da casa fa strapp
… che hai stampato un testo senza i numeri di pagina (e qualcuno alla stampante l’ha “mischiato”).
… che il romanzo appena iniziato ti sembra un saggio (e viceversa).
… che hai già letto quel testo (di solito succede intorno a pagina 123) e che lo hai già scartato
… che continui a dimenticare il nome del protagonista.
… di essere convinta che il protagonista si chiama Charles. Poi ti rendi conto che quello è il nome del protagonista del romanzo che hai appena finito di leggere.
… che chiudi di colpo Outlook per paura di veder arrivare un altro libro.
… che il sacco della carta riciclata è praticamente inamovibile.
… che non ti basterebbe un mese (24/7) per leggere tutto quello che hai da leggere.
… che nei dieci-minuti-dieci necessari a scrivere questo post è arrivato un altro manoscritto.

Tag(s) libricon 14 commenti →

Emersione04.04.08

Sono - per ora, ma per quanto? - riemersa dal mare di cataloghi delle CE straniere pre-fiera. In realtà, più che cataloghi, potete immaginarli come trailer dei loro libri futuri. Poche righe - zac! zac! - e il libro è servito. Ti interessa? Te lo mando da leggere? Vuoi comprarlo? E per quanto? sembra esserci scritto alla fine di ogni proposta.
E vediamole, queste proposte.
Cocainomani decisi a insegnare il linguaggio dei segni ai bambini africani; metodi per non fare carriera ed essere felici; metodi per fare carriera e poi pentirsene ma essere felici comunque; carismatici magnati dell’acciaio che perdono pure le mutande per colpa di quella volta che visto un disegno animato e gli è piaciuto così tanto che sono regrediti all’infanzia; cacciatori di organi pentiti (i cacciatori, non gli organi); assassini pluridivorziati che si sciolgono in lacrime davanti a una torta alla crema e poi fanno fuori il pasticcere (cattivo; erano loro, i buoni, e tu non l’avevi capito); bambini perseguitati da fantasmi; fantasmi perseguitati da bambini (o da adulti); tizi che sono andati in Perù a cercare l’amore e invece hanno trovato un sito archeologico in cui hanno scoperto una mummia di cui si sono innamorati ma poi sono tornati a casa e hanno capito che la vicina di casa è uguale alla mummia; storie di guerra che diventano romanzi rosa-storico-social-horror-hard boiled per poi tornare a essere storie di guerra; Come i Tokio Hotel mi hanno rovinato la vita; Come i Duran Duran mi hanno salvato la vita (questioni generazionali, eh?), Come il trapianto di capelli mi ha salvato dalla depressione
Non credete a quello che vi dicono: la fantasia supera sempre la realtà.

Tag(s) libricon 9 commenti →

Tre settimane e mezzo03.04.08

Tre settimane prima

E-mail (o telefonate) tutte infiocchettate di belle parole (”Come stai… Che bello, arriva la primavera… Da quanto non ci vediamo…”) e vaghi accenni ai libri (”Ti ho mandato Cavolfiori a colazione, vero? Ah, è bellissimo, sai? Ed è proprio adatto alla tua CE!”)

Due settimane prima

E-mail (o telefonate) un tantinello più sbrigative (”Ah, ciao, stai bene, vero? Sentiiiii… Cavolfiori a colazione me l’hanno chiesto tutte le CE italiane, sai? E’ veramente il libro del momento!”)

Una settimana prima

Stop alle telefonate e uso esclusivo dell’e-mail: “Vorrei un’offerta su Cavolfiori a colazione entro le 5:04 a.m. di domani.” Senza neanche la firma.

Moltiplicare il tutto per una cinquantina di telefonate, e-mail e, ovviamente, testi.

E’ sempre così.
Si avvicina una fiera e gli AA si risvegliano.
Perché le fiere scatenano gli istinti più rapaci e pervicaci.
Al momento, potrei reincarnarmi senza la minima fatica in un gong.

Tag(s) libricon 8 commenti →

Soltanto oggi (XXV)01.04.08

A volte ritornano (subito)

La persona che il 17 marzo scriveva:
Ho visto da qualche parte che a marzo doveva uscire “Feromoni per un delitto” di Charlie Charles, però deve essere un errore, perché in libreria non l’ho trovato. Quando esce?*

Ieri (31 marzo) ha scritto:
Ho visto che in America è uscito il seguito di “Feromoni per un delitto”. Quando sarà pubblicato in Italia?

Se fosse arrivata oggi, non ci avrei creduto.

* E’ uscito qualche giorno dopo [N.d.r.].

Tag(s) soltanto oggicon 4 commenti →

Proposal31.03.08

Il proposal è un’idea di un libro. Una traccia, un abbozzo. Può essere un semplice indice, possono essere cento pagine su cinquecento.
Insomma non è un libro intero.
Ma vedersi arrivare un proposal con su scritto Publication: winter 2010-2011 fa una certa impressione, credetemi.

Tag(s) libricon 10 commenti →

Porcospini e gemme28.03.08

Come succede diverse volte all’anno, ieri sono arrivate le “proiezioni”, cioè il risultato del lavoro degli agenti che strappano ai librai i tanto agognati (e temuti) numeri. E’ così che si posa la prima pietra sul viale del destino di un libro. Quanto è piaciuto? Quante copie ne sono state ordinate? Più o meno del numero sperato?
Forse non ci siete mai passati, però credo non sia difficile da intuire l’ansia che accompagna questo momento. Perché molto dipende dalla prima tiratura di un libro, dalla sua immediata visibilità sui banchi. Per carità, l’editoria è piena di eccezioni, cioè di libri usciti in poche copie e poi diventati bestseller. Ma sono, appunto, eccezioni.
E talvolta ti ritrovi a fissare cifre che davvero sono impreviste e imprevedibili. Il libro su cui hai sudato, pieno di rogne come un porcospino di aghi, e magari deliziosamente arduo o elegantemente insolito, finirà (se finirà) in mano a pochi eletti, meteora probabilmente senza futuro. Mentre il libro che hai scelto o fatto un po’ con la mano sinistra per i motivi più svariati (poco tempo, poca convinzione..), ma che evidentemente ha “acchiappato”, rischia di diventare non dico un bestseller, ma una piccola gemma, che brillerà almeno per qualche settimana.
E non sai se mettere un cerotto sulle punture del porcospino e piangere un po’ o se essere contenta perché, se non altro, una pietruzza luccicante ce l’hai.

Tag(s) libricon 5 commenti →

Soltanto oggi (XXIV) [web edition]27.03.08

Credeteci o no, fino a oggi non avevo ancora sbirciato nelle chiavi di ricerca che hanno fatto approdare alcune persone a questo blog. Sperando di farvi cosa gradita, mi pregio dunque di offrirvene una selezione, opportunamente tassonomizzata e commentata.

Letteratura pigra (ovvero: qualsiasi cosa, ma non leggere)

accidenti perchè non mi guarda eppure per me è stato amore a prima vista (riassunto del libro) [Sempre meglio specificare... Dai, fai prima a leggere 150 pagine che a digitare la ricerca]
dickens canto di natale edizione ridotta [Quella in due volumi la teniamo per Pasqua?]
riassunto capitolo 7 del libro medioevo andata e ritorno [240 pagine. Il libro intero, eh?]
riassunto breve certosa di parma [“Il signore è a caccia.” Vabbè, chetelodicoafare?]
riassunto del libro l’ascensore di cristallo [A parte che è Il grande ascensore di cristallo, sono 180 pagine...]
citazioni letterarie dell’iliade di baricco [Mah, ce l’ho sulla punta della lingua…]
riassunto del libro la finestra nel cortile capitolo le tre in punto [Cominciamo a dire “sul cortile”. E poi è un racconto. Vedi un po’ tu…]
quanti libri sono il libri di pipino il breve [Avrà mica scritto dei... bignami?!?]

Grammatica pigra (ovvero: l’italiano come lingua cugina [acquisita])

adorassi grammatica [Non si direbbe]
alla cortese att.ne bozza [“Oh, cara signora bozza, come sta?”]
come faccio a capire se una lettera e scitta bene grammaticalmente [Eh, capisco il problema...]
lettera dipresentazione un scrittore esordiente [Scusi, ha detto proprio “scrittore”?]
chi farsi aiutare oper pubblicare unlibro [Scusi, ha detto proprio “pubblicare”?]
quelli che no libro [E si vede]

Iteranti (ovvero: forse non sono stato chiaro)

stivali mondrian dolce e gabbana stivali mondrian
stivali mondrian dolce e gabbana stivali or mondrian or dolce or e or gabbana or stivali or mondrian stivali mondrian dolce e gabbana stivali mondrian

ci mettiamo insieme
ci mettiamo insieme o no?
ci mettiamo insieme?

Miscellanea

las vegans [Viva!]
vogio un contato cat di una cesi vedere i web [se lo capite, spiegatemelo]
invidio i negri che [E ci lasci così, in sospeso?]
checklist appuntamento fidanzata [Una ragazza davvero fortunata, non c'è che dire]
come mandare il curriculum alla città del vaticano [E non "a chi"?]

Tag(s) soltanto oggicon 3 commenti →

Classificando26.03.08

Mi sto divertendo molto a leggere le polemiche sulla classifica di BlogBabel, e non per le polemiche in sé, ma perché mi hanno fatto pensare a come potrebbe essere un diverbio tra scrittori riguardo alle classifiche di vendita. Direi più o meno così:

Autore 1: Tu sei alto in classifica, ma sei privo di contenuti!
Autore 2: Lo dici soltanto per invidia.
Autore 1: Nel mio libro, ho messo tre citazioni di Baudrillard e due - occulte - di Derrida. E un mio amico ha detto che gli ho ricordato il primo Henri Fauconnier.
Autore 2: Nientemeno. Scusa, ma… quante recensioni hai avuto?
Autore 1: Le recensioni non contano. Conta il consenso popolare.
Autore 3: Ah, se per quello, ne ho avuto di più io!
Autore 2: Zitto tu, che nella classifica di Popoloscopia sei al 66° posto.
Autore 1: Ah, adesso la classifica di Popoloscopia ti va bene? Perché allora, in quella classifica, io sono 23° e tu sei 54°.
Autore 2: Anzitutto tu parli della classifica della settimana scorsa. Vedrai come cambieranno le cose, in questa. E poi quella classifica va pesata. Spesso un 54° posto con tre recensioni vale più di un 23° con zero recensioni.
Autore 3: Tre recensioni? Un boxino su Valdiniente oggi, un articolo su Casasemprepiùpulitaebella e quattro righe su Eleganzz!
Autore 2: Eh, io mica mi faccio pubblicità. Tutte recensioni spontanee, quelle. Vedo che ci sei stato attento, comunque, eh?
Autore 3: Quello di Eleganzz voleva darmi una pagina intera, ma qualcuno si è opposto.
Autore 1: Si è opposto perché il tuo libro è privo di contenuti!
Autore 2: E basta, con ’sti contenuti! Cos’è, vuoi farti sponsorizzare da qualche ditta di pelati?
Autore 3: Aspettate che la gente abbia letto tutto il mio libro, e poi vedremo come cambia la classifica!

(e via così, ad nauseam…)

Tag(s) variecon 10 commenti →

Sedimenti25.03.08

Catriona: Come si chiamava quell’autore?
Mr. Potts: Quale?
Catriona: Massì, dai, quello che si studia all’inizio dell’ultimo anno di liceo…
Mr. Potts: Hmmm… Parini?
Catriona: No, no, non così importante.
Mr. Potts: Grossi?
Catriona: Ah, già, Tommaso Grossi… Ma come ti è venuto in mente… No, non è lui. E’ più… politico.
Mr. Potts: Cuoco?
Catriona: Ecco! Vincenzo Cuoco! Ma pensa che mi ero pure letta il Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799. E adesso non solo non ricordo più nulla del libro, ma stavo pure dimenticando del nome dell’autore! Tanta fatica per niente!
Mr. Potts: Ma tu non l’hai affatto dimenticato. E’ tutto sedimentato nella tua testa. Forma un substrato che ti permette di ragionare in modo completo e articolato, di affrontare i problemi quotidiani con lucidità… [eccetera eccetera eccetera]

Questo è il sistema che Catriona e Mr. Potts usano per consolarsi a vicenda dell’inesorabile trascorrere del tempo.

Tag(s) casa Potts, libricon 5 commenti →

Classificazione21.03.08

Readers may be divided into four classes

  1. Sponges, who absorb all they read and return it nearly in the same state, only a little dirtied.
  2. Sand-glasses, who retain nothing and are content to get through a book for the sake of getting through the time.
  3. Strain-bags, who retain merely the dregs of what they read.
  4. Mogul diamonds, equally rare and valuable, who profit by what they read, and enable others to profit by it also.

Samuel Taylor Coleridge (1772-1834)

E’ forse un modo un po’ antiquato di concepire la lettura, frutto di un’epoca in cui le sollecitazioni intellettuali arrivavano in massima parte dalla parola scritta e orale. Però questa classificazione continua a piacermi come la prima volta in cui l’ho letta. Anche perché mi trovo a mio agio in qualsiasi categoria, pure in quella delle sand-glasses. Ma soprattutto mi piacciono - e ovviamente m’identifico con - le parole usate da Coleridge: quel rilasciare la conoscenza acquisita only a little dirtied e persino quel trattenere soltanto i dregs mi sembrano ben rispecchiare il modo in cui legge chi legge per lavoro. Anche se chi legge per lavoro s’illude ogni tanto di poter diventare - almeno una volta - un mogul diamond.

Tag(s) variecon 3 commenti →

Meno è meglio20.03.08

Ma per quale motivo i manoscritti americani sono in corpo 16, con interlinea doppia e con intestazioni alte 12 centimetri? E spesso sono manoscritti di autori già pubblicati, che quindi non devono dimostrare di aver scritto tanto per impressionare l’editor di turno. L’unico vantaggio - per me - è che quando riesco a passare da 450 pagine a 150 (leggibilissime) mi sento sempre molto “verde”. Purtroppo non sono in molti a farlo. Ecco perché trascorro lunghi, interminabili minuti a fissare la stampante centrale, che sputa fuori pagine deliziosamente candide a parte 10-12 righe di testo. E, quando mi stanco di aspettare, annullo la mia stampata e leggo a video. Una cosa che, vi assicuro, non è affatto stancante come molti credono.

Ma per quale motivo chi ti manda un curriculum per diventare traduttore deve mettere tutte le sue esperienze lavorative, compreso che dal 15 gennaio 2001 al 19 febbraio 2001 ha fatto il cameriere nel ristorante Un Ovale sul Mare (tutto maiuscolo!), che nei weekend della primavera 2003 è stato incaricato di porgere le bottigliette d’acqua ai ciclisti della Polisportiva Ruota e Cavalletto (tutto maiuscolo!) e che adesso è docente di un corso serale di Definizione e Tecnica della Pratica Fittile (tutto maiuscolo!)?

Ma per quale motivo chi ti fa un’intervista ti blocca un’ora al telefono, ti fa parlare fino a sgolarti, ti fa raccontare pure dei primi dentini che hai messo e della prima parola che hai detto, ti chiede dati antropometrici, radici quadrate di numeri a nove cifre, quali sono tue verdure preferite e che forma hanno i bottoni del tuo pigiama e poi riporta soltanto la frase più insulsa e banale che ti è scappata in un breve istante di calo di zuccheri (e di pazienza)?

Tag(s) variecon 13 commenti →

Mantra19.03.08

I am only one, only one, only one. Only one being, one at the same time. Not two, not three, only one. Only one life to live, only sixty minutes in one hour. Only one pair of eyes. Only one brain. Only one being. Being only one, having only one pair of eyes, having only one time, having only one life, I cannot read your MS three or four times. Not even one time. Only one book, only one look is enough. Hardly one copy would sell here. Hardly one. Hardly one. Many thanks. I am returning the MS by registered post. Only one MS by one post.

(lettera di rifiuto scritta a Gertrude Stein dalla sua editor, A. J. Fifield)

Ogni volta che pensate male di una CE, o del fatto che non abbiano ancora risposto al vostro manoscritto, pensate anche che questo è il nostro mantra.
Anzi, visto che ieri sono uscita dalla CE alla 19.49 accompagnata da tre manoscritti urgenti da leggere, direi che al momento è soprattutto il mio.

Tag(s) libri, variecon 10 commenti →

Soltanto oggi (XXIII)18.03.08

30 giorni ha novembre…
Ho visto da qualche parte che a marzo doveva uscire “Feromoni per un delitto” di Charlie Charles, però deve essere un errore, perché in libreria non l’ho trovato. Quando esce? [ricevuta ieri, 17 marzo 2008]

?
Sono un redatore esperto e cerco una possibilita di ingresso nella vosta società.

Tag(s) soltanto oggicon 6 commenti →

Soundtrack17.03.08

Per consolarmi dell’incidente, una gentile collega mi ha passato questa “cosa”. Magari è vecchissima e voi l’avrete fatta un sacco di volte, ma io no.

Il soundtrack della tua vita

Metti il tuo lettore mp3 in modalità shuffle e schiaccia play. Quindi scrivi il titolo della canzone accanto al primo “avvenimento”. Passa alla canzone successiva e scrivi il titolo accanto al secondo “avvenimento” e così via. Ovviamente è vietato saltare una canzone per andare a un’altra più “adatta” (io però ho saltato i pezzi di musica classica). Altrettanto ovviamente si possono aggiungere, togliere e modificare gli “avvenimenti”… L’importante è non barare.

Titoli di testa The hardest part (Coldplay)
Nascita Bethena (Scott Joplin)
Prime parole/primi passi Octopus’s Garden (The Beatles)
Scuola You may be right (Billy Joel)
Primo amore Rubycon-Part One (Tangerine Dream)
Pene d’amore I still haven’t found what I’m looking for (U2)
Amicizia Belleville (Django Reinhardt)
Lavoro Weisses Fleisch (Rammstein)
Matrimonio (o simili) Here There and Everywhere (The Beatles)
Figlio/i Exausted (Foo Fighters)
Carriera It’s raining man (The Weather Girls)
Vecchiaia You make me real (The Doors)
Marcia funebre Going to my Home Town (Rory Gallagher - Live)
Titoli di coda Long Time Comin’ (Bruce Springsteen)

Che dire? No good deed goes unpunished?

Tag(s) variecon 10 commenti →

Succede (reloaded)14.03.08

“Scusa, Catriona…”
“Si?”
“Mi hanno detto del refuso nel saggio di Ravapanza Bobunanda…”
“Sì?”
“Be’… hmmmm… ehhh… ce n’è un altro. E’ piuttosto bruttino…” [avanza titubante col libro spalancato] “… perché è alla terza riga di un capitolo e… come dire? spicca.”
“Oh. Ah. Uh. Ma porc… Eccolo . Eh… Che ti devo dire? E’ già una fortuna che non sia alla terza riga dell’introduz…”
Gli strappo il libro di mano.
Lui - saggio - batte in ritirata.
Passano cinque minuti. Di assoluto, tombale silenzio.
No, non c’è. L’introduzione scorre liscia liscia. Senza refusi, almeno lei.
Ma in CE stanno ormai circolando strane voci su questo libro. L’addetto stampa vuole spedire le copie il prima possibile. Chi lo ha ricevuto, me lo restituisce dicendo: “Sai, non ho più posto in ufficio…” Si mormora che il traduttore sia irrintracciabile e che il correttore di bozze sia stato colpito da una brutta influenza intestinale.
Qualcuno di voi ha per caso l’indirizzo di padre Merrin?

Tag(s) libri, variecon 10 commenti →

Succede13.03.08

Oh, è già successo e succederà ancora.
E magari, in un altro caso, nessuno se ne accorgerà (né oggi, né domani, né mai).
Però quando apri il libro appena arrivato…
E lo aprì così, a una pagina qualsiasi
E ci trovi un refuso incredibile
Un refuso che ti fissa, manco fosse Norman Bates nel finale di Psycho
Hai voglia a ripassarti le bozze e dare la colpa al correttore.
Hai voglia ad aprire il file e dare la colpa al traduttore.
Hai voglia a ripeterti che, per amor di precisione, hai scritto Viṣṇu (coi suoi bei puntini sotto) e Mahāsthāmaprāpta (con le sue belle righine sopra).
L’unica realtà è che qualcun altro lo noterà di sicuro e te lo farà notare.
E probabilmente ne troverà altri.
E ti scriverà un’e-mail dicendoti che, in quel libro, ci sono “un pò troppi refusi.”

Tag(s) variecon 15 commenti →

Lego, -is, lēgi, lectum, -ĕre (II)12.03.08

Vi spiegavo qui alcuni motivi per non diventare un lettore per una CE. Però - vi starete chiedendo con ansia - ci sono motivi per diventarlo? E quali sono le caratteristiche imprescindibili di un buon lettore?

  1. Lettura (passione sconfinata per) Amate leggere, di tutto o di un genere definito. Onnivori o selettivi, vi piace trovare sempre qualcosa di nuovo o scoprire le varianti di ciò che amate. Forse è banale dirlo, ma questo è un requisito fondamentale. Per essere lettori bisogna aver letto molto e avere il desiderio di leggere molto. E’ la solita storia della competenza. Se l’avete acquisita, non c’è niente di meglio che la possibilità di usarla. Deve però combinarsi con…
  2. Lettura (velocità di) Non sempre i lettori voraci sono lettori rapidi. Per le letture professionali, invece, spesso è richiesta una prontezza notevole. Quindi non si parla della fantastica lettura pigra e oziosa, ma dell’occhio pronto, della capacità di cogliere i nessi logici e narrativi, di individuare quanto un testo sia nuovo o rimasticato, forzatamente originale o tranquillamente e onestamente “classico”. Qui entra in gioco anche l’eventuale (buona) padronanza della lingua straniera.
  3. Tempo (disponibilità di) Siete studenti, lavorate part-time, soffrite d’insonnia… Se avete tempo a disposizione, allora diventare lettore potrebbe essere un modo adeguato per metterlo a frutto. Come dicevo, non guadagnerete molto, ma vuoi mettere la soddisfazione di dire: “No, stasera non esco, ho un manoscritto da leggere e la CE aspetta il mio insindacabile giudizio entro domani…”?
  4. Scrittura (esercizio della) Come dimostrano tanti grandi autori, saper scrivere una relazione di lettura è un’arte. Dovete comunicare in uno spazio ridotto la dinamica della storia (se si tratta di un romanzo) o la struttura di un testo (nel caso di un saggio). Essere chiari, puntuali, precisi e convincenti, sia nell’approvazione sia nella stroncatura. Insomma è un esercizio fantastico per mettersi alla prova come scrittori. E questo è il motivo per cui la relazione di lettura può essere una…
  5. Chiave (della CE) Essere buoni, ottimi lettori - lettori fidati - è una chiave che apre molte porte in una CE. Una lettura convincente è la dimostrazione che siete rapidi, che sapete di cosa parlate, che siete entusiasti e che sapete scrivere. Tutte qualità che possono condurre, per esempio, sulla strada della traduzione.

Per farla breve: quello del lettore è (può essere, può diventare) un investimento di lavoro. Però, se vi capitano soltanto ciofeche, non venite a lamentarvi da me, eh?

Tag(s) manualicon 7 commenti →

Soltanto oggi (XXII)11.03.08

Ma quanti romanzi sono?
La protagonista del mio romanzo è una studiosa di geologia e raccoglie le storie di un uomo che ha vissuto la sua giovinezza in un piccolo paesello. Finito il medioevo, in Italia, capisce che le proprie vicende erano nate solo a causa di una storia imprevista e funesta.

Cioè un noir?
[...] Vorrei proporVi un romanzo inedito, scritto da me, che potrei soltanto definire a forti tinte carbonare. [...]

Tag(s) soltanto oggicon 7 commenti →

Fischi o applausi10.03.08

Non so voi, però io mi sto veramente scocciando delle cosiddette “recensioni”, siano esse di libri, CD o film. Mi sto scocciando perché è sempre più raro che un recensore prenda veramente posizione su quello che ha letto, visto o sentito. Non parlo neppure di quelle innumerevoli recensioni di libri che prendono la bandella e, senza “cucinarla” neanche un po’, la trascrivono pari pari (se avessi un centesimo per ogni volta che mi è successo….); parlo proprio delle recensioni “originali”, magari di firme autorevoli, che si limitano a raccontare o a descrivere e, alla fine, ti fanno esclamare: “E allora? Si può sapere cosa pensi tu di quel libro, di quel CD, di quel film?” Il vuoto assoluto. Un vuoto, che per di più, ha numerose sfumature: il vuoto marchetta (”Non avevo nessuna intenzione di parlare di questo, ma devo farlo”); il vuoto a furor di popolo (”Ne parlano tutti, quindi devo parlarne anch’io”); il vuoto di posizione (”Non ho niente da dire, però qualcosa devo scrivere”). E’ ovvio che il risultato non cambia: nel migliore dei casi, il lettore ne esce intoccato (ne sa come prima); nel peggiore, apprende cose che sarebbero dovute emergere dalla lettura o dalla visione (si becca degli spoiler, insomma). Insomma, non so voi, ma io preferisco veri fischi o veri applausi, magari anche di parte, magari anche segnati dai pregiudizi, ma, appunto, veri.

Tag(s) variecon 24 commenti →

Cinica piangente07.03.08

In questi giorni siamo bombardati (ehm…) dal trailer di un film tratto da un libro ormai celeberrimo.
Scusate il cinismo, ma sono soltanto io a irritarmi ogni volta che lo vedo?
Musica lagnosissima, debitrice dalle peggiori colonne sonore anni ‘50.
Slogan reboanti, scanditi da un voce che, se fosse più impostata, sarebbe una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Immagini montate in modo da raggiungere un tasso glicemico da dattero (secco)*.
Brandelli di dialogo che neanche Carolina Invernizio in Anime di fango.
Insomma, ogni volta che vedo quel trailer, piangiamo in due: io e il libro. E credo per lo stesso motivo.

* 103±21. Tenete conto che, per dire, i croissant stanno a 70.

Tag(s) libri, variecon 6 commenti →

Non è un paese per lettori06.03.08

Ci sono delle volte in cui ci si chiede davvero cosa pensano, là fuori. Nella massa di domande comprensibili (”Perché non pubblicate più saggi di Kimmie Kims?” “Quando esce il prossimo libro di Charlie Charles?”) ci sono infatti alcune richieste di una tale protervia da lasciare abbastanza stupefatti. Non si vuole un’informazione su un libro, si esige il libro stesso (magari addirittura consegnato a casa); non si chiede aiuto per una tesi, si pretende che qualcuno della CE la riveda e la corregga; non ci si propone come traduttori, si reclama un libro in traduzione. Lo so, viviamo in un mondo arrogante. Ma chi chiede o si propone in questo modo a una CE dovrebbe sapere, proprio grazie ai libri, che ci sono situazioni in cui l’arroganza è controproducente. Così mi viene il sospetto che quelle persone non leggano e, forse, non abbiano mai letto veramente. Ma allora perché intestardirsi su un libro come se non si potesse vivere senza di esso? Perché fare una tesi “letteraria”? Perché non gettare una base reale per quello che potrebbe diventare un lavoro?
No, non rispondetemi. Evidentemente sono una vecchia lettrice e questo non è un paese per me.

Tag(s) libri, variecon 15 commenti →

Lego, -is, lēgi, lectum, -ĕre (I)05.03.08

Un’altra “pressante” richiesta: come si diventa lettori per una CE?
Siccome oggi mi sento un po’ bastian contraria, comincerò col dirvi i quattro motivi per non diventarlo.

  1. Soldi (scarsità di) Ne vedrete proprio pochini. Non vi posso dare tariffe precise (che comunque variano da CE a CE), ma fidatevi: non ci potete davvero campare.
  2. Tempo (richiesta di) Ce ne vuole tanto. Anzitutto perché raramente leggere un libro porta via dieci-venti minuti. E poi perché vi viene data una scadenza di consegna della scheda di lettura: due-tre giorni, una settimana, dieci giorni… E, se pensate che in fondo si possa fare, ricordatevi che, in questo tempo, va compresa anche la stesura della scheda, che deve essere chiara e completa. Anche se il libro non vi è piaciuto, anche se è stata una tortura arrivare alla fine delle seicento pagine che vi sono state affibbiate. Insomma: se avete un lavoro, non vi risulterà facile restare nei tempi.
  3. Qualità (ricerca disperata della) Probabilmente una delle spinte più forti a diventare lettori è la speranza di leggere bei libri. Sbagliato. Non ho intenzione di fare statistiche precise su di me perché cadrei istantaneamente in depressione ma, se proprio mi obbligassero a fare una proporzione direi 150:1. Siete stati avvertiti.
  4. Frustrazione (abbondanza di) Ovvia conseguenza del punto 3. Ma c’è anche il caso inverso: il libro da voi amato alla follia viene ignorato dalla CE per la quale lo avete letto. E voi finite per sentirvi traditi, per arrabbiarvi eccetera. Senza contare che, se il libro da voi letto - con qualsiasi esito - sarà pubblicato e avrà successo, nessuno vi ringrazierà.

In sintesi: se volete guadagnare poco, cancellare qualche ora di sonno, leggere testi dai quali spesso stareste volentieri alla larga ed essere ignorati, allora potete fare i lettori.

( - su, dai, continua… -)

Tag(s) manualicon 19 commenti →

Soltanto oggi (XXI)04.03.08

Farla semplice
[...] Mi sono spesso occupato di normazione ortoeditoriale e di parametrazione tipografica [...]

Va-va-voooma!
Cerco un libro e vorrei sapere se avete una concessionaria in cui trovarlo.

Tag(s) soltanto oggicon 10 commenti →

Penna e calamaio (VI)03.03.08

Be’, insomma, direi che il più è fatto. Se hai letto qui e qui, sai cosa voglio dire. Non ci manca che la

Competenza Si articola in due fasi, da sviluppare in parallelo: la competenza esterna e quella interna. Su quella esterna c’è poco da dire, anzi c’è da dire soltanto un verbo: leggere. Leggi tutto quello che puoi, senza fermarti davanti a stili, forme e metodi espressivi. Leggi (o impara a leggere) un articolo, un quadro, una canzone, un film, un cartello stradale, un bugiardino, una vignetta… Leggi con vampiricità (sic!) ogni libro il cui argomento ti interessa anche soltanto un poco e, ogni tanto, anche qualche libro di cui magari non ti importa nulla, però che è stato letto da tutti (un libro altovendente, insomma). E non per copiare, ma per capire. Perché il tuo libro non finirà soltanto sui banchi delle librerie, ma davanti a un potenziale lettore la cui testa è (stra)piena di tutti quegli stimoli attraverso i quali tu sarai già passato/a con consapevolezza e competenza (acquisita). Anche se il tuo romanzo parla di Djedekheperu.
Pure la competenza interna si può riassumere in un unico verbo: scrivere. Sembra banale (o assurdo, a seconda dei punti di vista), ma è la realtà: molti dei manoscritti che ricevo rivelano al primo sguardo che l’autore/l’autrice non ha dimestichezza con la scrittura. Dimestichezza intensamente quotidiana, intendo. Non si nasce scrittori/scrittrici riempiendo le pagine e poi dicendo a se stessi/e: “Ho scritto un romanzo/un saggio”. Si scrive sempre, di molto e di tutto, sempre e comunque. E’ facilissimo perdere familiarità con la scrittura. Nel mio piccolo, lo noto spesso: se lascio passare, diciamo, un mese tra una bandella e la successiva, faticherò di più a scrivere la seconda. Appunti, lettere, liste, poesie, brani di romanzi destinati a morire: non importa. La scrittura e il pensiero della scrittura devono diventare (quasi) naturali.

Ci sarebbe moltissimo altro da dire, ma direi che i miei umili, banali consigli, per ora, possono fermarsi qui. Io non so se diventerai un autore/un’autrice di successo (la solita storia: se sapessi annusare il talento, sarei ricca e spaparanzata su una spiaggia dei Caraibi, eccetera eccetera). Ma credo di averti dato qualche elemento per riflettere su come si diventa un autore/un’autrice. I libri di barzellette, i romanzi scalcagnati, gli pseudo-saggi ci saranno sempre. E nessuno ti impedisce di inseguire fama e denaro giocando il tutto per tutto in quel senso. Ma se vuoi diventare un autore/un’autrice, la strada è un’altra. E, ti assicuro, chi lavora in una CE lo sa benissimo.

Tag(s) manualicon 5 commenti →

Gratis?29.02.08

Mr. Potts: Ecco, questi. Aspetti che le do la tessera…
Cassiere della libreria: Grazie… Sono 106 euro. Ah, vuole lo sconto-punti?
Mr. Potts: Massì.
Cassiere della libreria: Allora sono 16 euro.
Mr. Potts: Di sconto?
Cassiere della libreria: Nonono. Deve darmi solo 16 euro. Lo sconto è di 90 euro.
Mr. Potts e Catriona si scambiano uno sguardo tra l’allibito e il trionfante. Poi Mr. Potts dà i soldi al cassiere.
Cassiere della libreria: Grazie.
Mr. Potts: Grazie a lei.

Avete idea di quanti libri Mr. e Mrs. Potts hanno comprato per avere 90 (novanta) euro di sconto?
No, non mi ci metto neanche a fare il conto.
E poi mi dicono: “Ah, beata te che lavori in una CE e hai i libri gratis…”
I libri sono una droga, punto e basta.

Tag(s) casa Pottscon 17 commenti →

Voi28.02.08

… che girate per gli stand mordicchiando un panino
… che ve ne andate in giro sparlando di quel certo libro o di quel determinato autore
… che vi sedete tranquilli ad ascoltare una conferenza
… che vi riempite di cataloghi
… che fate incetta di libri con lo sconto

… insomma voi non sapete quanta fatica e quante persone ci sono dietro una fiera come quella di maggio nella capitale sabauda.

Se lo sapeste, ci vorreste un po’ più di bene, a noi delle CE.

Tag(s) variecon 20 commenti →

Penna e calamaio (V)27.02.08

Dicevamo: a un autore/un’autrice esordiente servono consapevolezza, chiarezza d’intenti e competenza. Della prima, ho parlato qui. E adesso…

Chiarezza d’intenti Semplicissimo: cosa vuoi scrivere? Ti ricordo che qui non si parla della scrittura personale, intima, per sé o per la propria cerchia di amici. Si parla di mettere un libro sui banchi delle librerie (che ospitano centinaia di altri libri), di offrirlo a un lettore che, di solito, decide rapidamente cosa vuole comprare e leggere. Sì, certo, la CE ti aiuta con copertina, bandella eccetera, ma poi? Una volta che il lettore ha deciso di investire soldi e tempo nel tuo libro, cosa troverà? E’ un altro degli errori più frequenti che trovo nei manoscritti: non c’è un senso, uno scopo in quello che trovo scritto, un intento chiaro, culturale o d’intrattenimento. Anche qui, si ricade nell’affanno, nell’abbuffata di cose, personaggi, generi, nell’illusione che più roba c’è e meglio è. Persino i saggi non sono “sulle urne etrusche rinvenute nel sito di Soiodove”, ma vengono presentati come “una travolgente cavalcata nei secoli e nelle forme espressive in relazione all’evento della morte, con particolare attenzione alla sua prospettiva etrusca come rivelata nelle urne trovate a Soiodove”. E’ chiaro che si tratta dell’ennesimo prodotto dei (di questi ultimi) tempi. Visto che i mischioni vanno forte, ci si convince che nessuno voglia “leggere un giallo”, ma che invece si esalti per “un giallo percorso da intriganti venature antropologiche e con sorprendenti riferimenti alla teoria della relatività ristretta.” E invece la chiarezza (anzitutto d’intenti) paga.
Il passo successivo potrebbe essere: parti da ciò che ti piace leggere. Ed è una buona partenza, ma non esaurisce la questione. Copiare da quelli che ci piacciono (possibilmente da quelli bravi) è un ottimo esercizio, anzi è un esercizio spesso necessario ma sempre esercizio rimane. La chiarezza d’intenti - il desiderio di capire cosa si vuole scrivere, perché si vuole proprio scrivere quella cosa e la convinzione di saper dire quella cosa - è ben più profonda, perché dà un solido senso a quello che state facendo. E soprattutto lo comunica a chi, per primo, leggerà il vostro testo. E’ un modo per provare che conoscete l’argomento, lo avete assimilato e volete comunicare qualcosa al lettore.
Mickey Spillane diceva: “The first chapter sells the book. The last chapter sells the next book.” Io, molto più umilmente, vi chiedo: sapete cosa mettere tra il “first chapter” e il “last chapter”?

( - continua - )

Tag(s) manualicon 6 commenti →

  • You Avatar
    Perché Secondo piano
    Perché molti pensano che una casa editrice (d'ora in poi CE) sia un luogo in cui si nutre, vive, respira e prospera la Cultura. Perché molti credono che in una CE si parli correntemente di Plotino o, nei giorni di fiacca, di Gadda e, nei giorni di fiacchissima, di Pavese. Perché molti credono che "lavorare coi libri" in una CE sia un immenso privilegio. E che quelli che ci lavorano ne siano assolutamente, orgogliosamente, intensamente consapevolissimi.
    Be', forse non è così.
    Credetemi, io ci lavoro.
    Al secondo piano
    .